giovedì, 19 Settembre, 2019

La Danimarca va a sinistra: welfare, scuola, migranti

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Un forte segnale era già avvenuto nelle elezioni europee, ma nelle successive elezioni parlamentari, avvenute mercoledì 5 giugno, si è avuta la ulteriore conferma del mutamento del quadro  politico in Danimarca. Ha vinto con significativo margine il partito socialdemocratico  con i liberali, finora a guida di un Governo monocolore di centro destra,  sostenuto anche dai popolari e dall’estrema destra, nettamente sconfitti.
Il merito di questo successo va principalmente a Mette Frederiksen, dirigente  socialdemocratica  che ha curato l’elaborazione  del programma elettorale  che ha convinto  gli elettori danesi. La Frederiksen è riuscita mettere insieme i capisaldi della sinistra  tradizionale  come la difesa del Walfare e della  scuola pubblica e la forte attenzione verso i temi ambientali  con la proposta di misure  di contenimento  delle migrazioni severe ma non razziste proprio venendo incontro alle esigenze  delle classi più povere e dei ceti medi, proponendo un modello di sviluppo che andrebbe studiato con interesse da molti partiti della sinistra europea che hanno visto , in questi ultimi anni, i loro consensi notevolmente penalizzati.

Nonostante qualche critica da parte di alcune Ong, il risultato della vittoria dei socialdemocratici  sara “un deciso spostamento a sinistra della Danimarca e un rafforzamento del suo ruolo all’interno dell’Unione Europea. Il Primo Ministro uscente Rasmussen ha ammesso la sconfitta e l’impossibilità di fare una riedizione del precedente quadro politico e ha subito rassegnato le dimissioni  anche se il fronte della sinistra non è completamente unito  con una posizione dei verdi finora non favorevole a un’intesa con i socialdemocratici. Ma il pragmatismo di Mette Frederiksen fa ben sperare per una rapida  conclusione delle trattative che si sono aperte subito dopo lo spoglio delle schede  elettorali. Trattative non a senso unico, nel senso che non riguarderanno  solo le tradizionali forze  della sinistra  ma tutte  le forze politiche  e che partiranno proprio dal programma proposto e premiato dagli elettori.

Un modo sicuramente  nuovo e originale per il partito  socialdemocratico danese, che si ritrova interamente unito su questa  strategia  e che rappresenta una novità anche nell’ area delle forze socialiste del Nord Europa, che hanno sempre fondato  i loro consensi  unicamente nella forte spesa sociale.  Ma che proprio da un approccio più determinato e rigoroso sui problemi delle migrazioni, come è avvenuto in Danimarca, potrebbero, senza rinnegare il bagaglio dei loro principi fondamentali, modernizzare e rendere le loro proposte  politiche più vicine alle esigenze dei cittadini.

Alessandro Perelli

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