martedì, 7 Aprile, 2020

La devastazione della finanza d’assalto

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Per contrastare l’epidemia del coronavirus Covid-19 si chiudono dolorosamente tante attività produttive e tanti servizi, ma non si fa cenno alla Borsa. Negli scorsi anni ’80 ho lavorato per cinque anni come consulente finanziario e ancor oggi, pur non svolgendo da tempo quella attività, sono ancora iscritto regolarmente al relativo Albo CONSOB. Qualche cosa dunque ho visto e studiato.
Non mi stupisco allora che qualcuno chieda di sospendere temporaneamente le contrattazioni. In questo senso sottoscrivo quanto dichiarato a “La Stampa” del 21 marzo 2020 da Alessandro Benetton, che qui riporto, nel contenuto essenziale: “Penso che i governi nazionali europei dovrebbero di concerto sospendere le Borse. Forse basta un mese, il tempo necessario a superare l’onda di piena del virus. E magari contagiamo anche Wall Street. Mi auguro che la sospensione del patto di stabilità da parte dell’UE sia l’inizio di una risposta forte dell’Europa. Se non facciamo nulla e consentiamo il tracollo quotidiano, ci troveremo – in particolare le aziende italiane – saccheggiate e rilevate per valori risibili… Le Borse non possono oggi rappresentare i valori autentici. Tenerle aperte equivale a giocare al casinò. Occorre evitare la devastazione della finanza d’assalto e che le aziende siano scalabili per quattro soldi”.

Nicola Zoller

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