domenica, 5 Luglio, 2020

La “fantaeuropa” che quasi sembra vera

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La Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, fa eco al numero uno della Banca Centrale Europea Christine Lagarde, la Dea che ha da poco stanziato oltre mille miliardi di euro per sostenere la crisi provocata dal COVID19, ed ha solennemente comunicato che dichiara Kaput il patto di stabilità.

Una montagna di denaro più grande di quella dello Zio Paperone, ma non vi entusiasmate cari cittadini d’Europa e soprattutto italiani, perché a voi non arriveranno neanche i nichelini della cassetta dell’elemosina, in quanto quelli toccano al prete. Ma come al solito (questa volta con la scusa del coronavirus) saranno finanziate Banche, banchieri, aziende e amici degli amici. Ebbene sì, Picone è immune al letale virus che si trasmette da persona a persona, ma Picone non è un uomo comune come noi, lui è il gattopardo che sovrintende ogni cosa e perfino chi vive e chi muore.

L’Unione Europea e i suoi accoliti sapevano che dopo le performance dei suo precedente Presidente Jean-Claude Juncker, la corda si stava per rompere e con due mosse del meno noto gioco delle due carte, una a me una a te, hanno messo al sicuro un bottino mostruoso cogliendo l’occasione inaspettata che il COVID19 ha offerto loro su un piatto d’argento, ma che argento, d’oro massiccio.
Mi dispiace perché sono molti i cittadini italiani che operano nei settori strategici, come quelli del turismo, per esempio, i quali convinti dal nostro Governo, nonostante la drammaticità del momento, sono in casa a stappare le ultime bottiglie di bollicine in attesa di rilanciare le rispettive attività.

Purtroppo ogni italiano, nella sua mentalità, pensa di avere un amico Picone e di poter scavalcare la fila che li conduce al tesoro d’Europa, ma sono tutti col prosciutto sugli occhi e non vogliono realizzare il fatto che l’album di famiglia brutalmente testimonia l’inesistenza di eventuali Picone nei loro albero genealogico.
Ho pena per loro se, le Picone Ursula von der Leyen e Christine Lagarde, sono state confuse con l’immagine di vecchie cugine solo perché appaiono troppo in televisione. Purtroppo per noi italiani con le due non c’è nessuna parentela.

Quando toglieranno il prosciutto sarà sempre troppo tardi, perché i gattopardi d’Europa avranno vinto ancora un’altra volta, oppure l’Europa, indipendentemente dalla nostra volontà, si sarà disintegrata.

Personalmente ritengo la morte del despota Europa particolarmente meritata, in primis perché non ha saputo difendere la salute degli oltre 500 milioni di cittadini europei; infatti, sia la Banca centrale e poi quel carrozzone di Bruxelles, se ne sono fregati dei drammatici problemi che il COVID19 stava già provocando in Italia. Oggi, capito l’antifona, cercano di recuperare con le parole della asettica Ursula, ma il dato è tratto.

Quella di Bruxelles è una nobile casta, i moribondi italiani e i medici eroi non li hanno smossi dalle loro poltrone e perfino si sono barricati dentro la Fortezza. Solo dopo il proliferare dei casi in Francia e Germania si sono accorti che qualcosa non andava e perfino non sono stati capaci di imporsi col mondo perché ci arrivassero guanti, mascherine e camici indispensabili per i nostri operatori sanitari. Lo avrebbero dovuto fare quantomeno per solidarietà umana; macché, cosa gliene frega a questa classe di burocrati della qualità della vita dei cittadini europei. A loro interessa unicamente, questo sì, gestirne i risparmi.

Il coronavirus, seppur a caro prezzo di molte vite, ci libererà dall’arrogante nobiltà fannullona, oppressiva e vigliacca che ci ha abbandonato al nostro destino nel momento del bisogno. Il primo che dice che ci hanno permesso di indebitarci per 25miliardi lo mando al Diavolo, perché si rifiuta di vedere che insieme all’Europa è morta anche la globalizzazione, ma questa è un’altra storia.

Angelo Santoro

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