lunedì, 19 Ottobre, 2020

La frontiera d’Europa

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Con Brexit alle spalle, la Francia è la frontiera dell’Europa. Il voto delle presidenziali avrà un doppio effetto: decidere chi governerà la Francia, stabilire se l’Europa dell’Unione dovrà o meno vivere. Diciamolo in chiaro: senza l’Unione, l’Europa non esiste. Nella globalizzazione e al tempo della rivoluzione tecnologica soltanto solide piattaforme istituzionali ed economiche possono incidere sui destini del mondo. Senza l’Unione, l’Europa verrebbe spinta ai margini, relegata al ruolo di ancella. Niente più. Eppure, con questa Unione Europea, sedersi al tavolo dei Grandi è impossibile. Tenere in vita la cornice per cambiarla in profondità, questa deve essere la meta. Se vince la Le Pen, le spinte antieuropeiste prenderanno vigore anche in Italia. Ritorno alla lira, fuoriuscita dalle alleanze internazionali, superamento di Schengen – con grave danno per il nostro portafoglio e per la nostra economia – occuperanno il centro del dibattito. Scelte vendute come salvifiche e invece partoriranno solo disperazione.

Prima del ballottaggio francese tocca a socialisti e democratici europei farsi pionieri di un’altra Europa. Prevedere la revisione dei Trattati di Maastricht per favorire investimenti e Eurobond, lanciare l’elezione diretta dei vertici dell’U.E., gettare in un cestino il Trattato di Dublino per organizzare diversamente accoglienza e rimpatrio, dotarsi di un unico ministro del Tesoro e di politiche fiscali condivise. Insomma, o si torna a essere pionieri di una missione ideale o sarà il Pacifico la scacchiera del nuovo ordine mondiale. Ascoltami bene: nemmeno la grande Germania reggerà l’urto delle superpotenze. Figuriamoci il ‘sovranismo’ promesso da Salvini e dintorni.

Riccardo Nencini

Inviato da iPad

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