mercoledì, 21 Ottobre, 2020

La Germania invaderà l’Hollande?

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Non sarebbe la prima volta. Eppure i segnali di guerra, politica ed economica, non mancano. Quell’ordine di fare i compiti a casa è più di una pretesa. È un segnale di sfida. La Francia non sta nei parametri europei, e allora alla fine del trimestre la pagella sarà negativa. Guardate come sono state brave l’Irlanda, la Spagna, la Grecia e il Portogallo. Dobbiamo metterle in difficoltà perché i compiti li hanno fatti e anche bene? Dobbiamo considerarle anche un po stupide perché hanno studiato e si sono preparate al meglio rinunciando al benessere? Anzi, sacrificandosi oltre il lecito? E dovremmo anche nominare adesso quel francese dal nome mediorientale, Moscovici, responsabile degli Affari economici della Commissione, solo perché, per ottenere i voti, annuncia severità nei confronti del suo paese?

Anche Renzi, da bravo italiano, è da tenere sotto controllo. Dice di rispettare il parametro del tre per cento deficit-Pil, ma a parte il fatto che l’Italia è un paese con un debito superiore alla Francia (135 contro 95 per cento del Pil), Renzi doveva scendere fino a poco più del due, mentre adesso improvvisa una riforma del mercato del lavoro che ancora risulta indecifrabile e non si sa quando sarà approvata, poi presenta un Def con soli 5 miliardi di tagli (e la spending review?), infine sostiene che abbasserà le tasse e che investirà nelle opere pubbliche. Questo Renzi è diverso da Hollande perché quest’ultimo dice quel che fa, quell’altro fa quel che non dice.

La Francia dunque sarà punita e l’Italia, che già era stata colpita da un provvedimento di infrazione, rischia anch’essa. Il vero problema, che si fa finta di non capire, è che i parametri di Maastricht sono stati pattuiti nel 1992, quando non esisteva la crisi e quando la disoccupazione era al minimo. Possibile che debbano valere ventidue anni dopo? In particolare quel tre per cento sul Pil che peraltro doveva essere tendenziale e registrare anche temporanei sforamenti e che oggi viene ritenuto un sacro comandamento. Se anche il fiscal compact pare oggi una pia illusione, non si potrebbe rivedere quel parametro, per primo sfondato proprio dalla Germania, o almeno interpretarlo alla lettera come figura in quel trattato poi non modificato dai successivi di Amsterdam, Nizza e Lisbona? Domanda semplice. Signora Merkel non faccia come un suo predecessore, non invada l’Hollande, e poi, dopo un tradimento subito, non invada nemmeno l’Italia. Oltretutto porta male…

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