domenica, 12 Luglio, 2020

La gran confusione attorno agli assistenti civici

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Il progetto sugli ‘Assistenti Civici’, il corpo di volontari ipotizzato dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia per svolgere compiti di utilità pubblica e sorveglianza durante la “Fase 2”, ha provocato molte critiche riportate dalla stampa, e incomprensioni e scontri all’interno del governo. Dopo una giornata di discussioni e commenti affidati alle agenzie di stampa, lunedì sera una riunione tra Boccia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e quella del Lavoro Nunzia Catalfo sembra aver circoscritto i compiti di questi assistenti civici, escludendo i contestati ruoli di controllo e vigilanza e limitandoli a quelli di “pubblica utilità”.

La questione è al centro di un grosso dibattito da quando Boccia aveva annunciato un bando per reclutare 60mila volontari coordinati dalla Protezione Civile per aiutare le autorità locali a gestire i prossimi mesi dell’emergenza coronavirus. A creare molte polemiche era stata l’ipotesi che agli “assistenti civici” fossero affidati compiti di vigilanza sul rispetto di regole sanitarie e ordinanze: un corpo di volontari con una pettorina con compiti in parte sovrapponibili a quelli delle forze dell’ordine era uno scenario che molti giudicavano preoccupante.

Poi si è saputo che l’iniziativa sugli assistenti civici sia stata presa piuttosto autonomamente da Boccia, appoggiato dal sindaco di Bari e presidente dell’ANCI Antonio Decaro, e che abbia sorpreso e indispettito tra gli altri Lamorgese e il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che per questo hanno protestato con Conte. Le preoccupazioni, sembra, riguardavano principalmente le modalità con cui i volontari sarebbero stati selezionati e quelle con cui sarebbero stati controllati per evitare abusi.  Lamorgese aveva anticipato che il ministero dell’Interno non si sarebbe occupato della formazione e della gestione del corpo di volontari. Lunedì si erano poi detti contrari al progetto anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini, rendendo ancora più acceso lo scontro politico sulla questione.

Lunedì sera si è quindi tenuta una riunione tra Conte e i ministri Boccia, Lamorgese e Catalfo, nella quale sembrano essere stati ampiamente circoscritti i ruoli degli assistenti civici: Conte, Boccia e Decaro hanno successivamente chiarito che non avranno incarichi di controllo e sorveglianza, come confermato anche dal governo in una nota alle agenzie, secondo la quale “la loro attività non avrà nulla a che vedere con le attività a cui sono tradizionalmente preposte le forze di polizia”.
Intervenendo a Patriae su Rai2, Boccia ha detto: “Non c’è mai stata nessuna guardia civile, nessuna ronda, nessun esercito: volontari per finalità sociali che regalano tempo al proprio comune di appartenenza”. Facendo degli esempi sui compiti degli assistenti civici, il ministro Boccia ha detto: “Portare cibo a chi non può uscire di casa, medicine, se serve ad aprire e chiudere parchi, fare tutto quello che gli chiede il sindaco”. Decaro ha detto: “Non c’entrano niente né con la movida, né con le guardie civiche, né con i controlli, ad esempio aiuteranno a scaglionare gli ingressi fuori dai mercati”.
Il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia è fuori di sé: “Siamo andati in soccorso degli ospedali in crisi con 800 tra medici e infermieri, non mi immaginavo che andare ad aiutare i sindaci potesse sollevare un tale polverone. Una evidente strumentalizzazione politica delle opposizioni che hanno messo sul campo una cosa mai esistita”.
Poi Boccia si chiede perché è insorto il Viminale, ma allo stesso tempo afferma: “La ministra dell’Interno ha visto partire il dibattito sulla pubblica sicurezza, ha pensato a un’implicazione che non c’era e ha fatto bene a chiarirlo”. Invece, sul resto del governo che si è dichiarato all’oscuro delle sue proposte, il ministro è stato chiaro: “Il 29 aprile ho portato un’informativa in conferenza Stato-Regioni per annunciare il progetto. Poi, la scorsa settimana, ne abbiamo parlato in conferenza unificata. Era tutto alla luce del sole. Ho sentito parlare di fughe in avanti. Non ne ho mai fatte in vita mia e non ne farò adesso”. Infine, provocatoriamente ha chiesto: “Quando bisognava togliere dai guai il ministro della Giustizia Bonafede chi ha trovato i volontari da mandare nelle carceri e nelle Rsa?”

Al di là delle polemiche e degli scaricabarile che non danno una buona immagine del governo attuale, ci sarebbe da chiedersi a cosa serve un esercito di 60.000 persone per il supporto temporaneo alla gestione di un fenomeno che molto probabilmente sarà già finito prima dell’assunzione dei volontari? Inoltre, tenuto conto dei compiti che avrebbero svolto, forse, sarebbe stato più immediato rivolgersi alle Onlus o alle Associazione dei pensionati delle forze dell’ordine, che già fanno volontariato di assistenza a titolo gratuito nelle situazioni di crisi, senza il bisogno di una formazione, essendo già in possesso dell’esperienza necessaria.

Salvatore Rondello

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