mercoledì, 23 Ottobre, 2019

La Grecia, va a destra. Giù Alba Dorata

0

La Grecia ha detto addio all’era Tsipras virando a destra. Nelle elezioni anticipate convocate dal premier uscente a seguito della batosta alle europee, i conservatori di Kyriakos Mitsotakis hanno ottenuto il 40% dei voti contro il 28,5% di Syriza.
Mitsotakis è il nuovo primo ministro: Tsipras lo ha chiamato per congratularsi e ha riconosciuto la sconfitta. I conservatori di Nuova democrazia avrebbero 167 dei 300 seggi da cui è composto il Parlamento, mentre Tsipras arriverebbe a 82 (contro i 144 che aveva nel Parlamento uscente).
Il vincitore delle elezioni, ieri sera in tv, ha detto: “Il Paese alza orgogliosamente la testa”.
Tre anni dopo avere preso le redini del partito conservatore, il 51enne Kyriakos Mitsotakis, considerato un riformatore, vicino agli ambienti d’affari, ha promesso di rilanciare l’economia e di lasciare la crisi alle spalle. Infatti, in Grecia, adesso, ci sarebbero tutte le condizioni per realizzare le promesse del nuovo premier. Nella sede di Nuova democrazia, i militanti festeggiano e dicono di voltare pagina. L’elezione di Mitsotakis ha segnato il ritorno al governo greco delle famiglie di politici, tradizione che era stata interrotta da Tsipras con il suo arrivo alla guida del Paese a 40 anni. Infatti, Kyriakos Mitsotakis è il rampollo di una delle principali famiglie politiche della Grecia. Oltre che figlio dell’ex premier Constantine Mitsotakis, uno dei parlamentari che hanno prestato servizio più a lungo nel Paese, è anche fratello della ex ministra Dora Bakoyannis, prima donna a ricoprire l’incarico di sindaco di Atene. Il nuovo sindaco della capitale greca, Costas Bakoyannis, eletto a maggio, è nipote di Mitsotakis.

Da parte sua Tsipras ha affermato: “Lasciamo a testa alta, quattro anni fa ci siamo occupati di un Paese sull’orlo della bancarotta, e lasciamo un Paese libero dai salvataggi, in crescita e con riserve nelle sue casse, con l’interesse del debito al minimo storico. Il risultato elettorale è il prezzo politico delle difficili decisioni che ho dovuto prendere, ma non costituisce una sconfitta strategica”.
Tsipras, la cui figura di giovane leader della sinistra radicale era emersa in una Grecia in pieno caos per la crisi del debito e l’austerità imposta dai creditori della Troika, a gennaio del 2015 aveva portato una ventata di speranza fra i cittadini travolti da fallimenti e piani sociali. Ma ciò che i critici gli hanno rimproverato è di avere tradito gli elettori effettuando un voltafaccia, costretto ad accettare un piano di salvataggio con misure rigide per evitare l’uscita di Atene dalla zona euro. Una cosa che i 10 milioni di elettori chiamati alle urne non gli hanno perdonato.

Dopo la batosta alle europee il leader di Syriza, il cui mandato da primo ministro si sarebbe concluso a ottobre, ha tentato una mossa rischiosa: ha indetto elezioni anticipate in piena estate, le prime del genere dal 1928, sperando di ribaltare a suo favore l’ondata di malcontento. Il volto della sinistra greca radicale però, abituato a rimettere in gioco la sua maggioranza, stavolta sembra avere perso la scommessa. Nikos Xydakis, ex deputato di Syriza ed ex ministro della Cultura, riconoscendo che il suo partito aveva fatto troppe promesse, ha dichiarato: “Abbiamo applicato una politica finanziaria impopolare e pro-banche “.
Oggi, alle 14.30, il primo ministro è stato a Villa Maximos per la cerimonia di passaggio di consegne con Tsipras. In seguito, molto probabilmente domani, renderà nota la lista dei ministri del suo governo, di cui dovrebbero far parte esponenti di spicco del partito ma anche figure senza incarichi politici. Con poco meno del 40% dei voti Nea Dimokratia ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi della Boulé greca grazie al premio di maggioranza di 50 seggi attribuito al vincitore.
Kyriakos Mitsotakis, accompagnato dalla moglie Marewa e dai tre figli, ha giurato da primo ministro, accolto dal presidente della Repubblica Prokopis Pavlopoulos. Come da tradizione, anche se il suo predecessore Alexis Tsipras non l’aveva seguita, giurando laicamente fedeltà alla Repubblica, ha pronunciato la formula davanti al capo della chiesa ortodossa greca Ieronimos II, poi ha formalmente ricevuto l’incarico dal capo dello Stato. Il neo premier e l’alto prelato hanno poi co-firmato il documento di incarico presentato dal presidente.
Il premier incaricato ha poi percorso a piedi i pochi metri che separano il palazzo presidenziale dal Megaro Maximou, l’edificio dove si trova l’ufficio del primo ministro. È stato accolto sulla porta da Alexis Tsipras: i due si sono stretti la mano e sono poi entrati per il passaggio di consegne in un colloquio riservato.
Sembra paradossale il destino di Alexis Tsipras, il 44enne leader di Syriza uscito nettamente battuto dal voto in Grecia: leader della sinistra costretto a gestire tra austerity e riforme imposte dalla Troika la peggiore crisi economica dal dopoguerra, papabile al Nobel per la Pace grazie all’accordo sul nuovo nome della Macedonia del Nord, ex antagonista con tanto di sacco a pelo, oggi amato dai maggiori leader mondiali, da Jean-Claude Juncker ad Angela Merkel, si è visto sfilare il governo dai conservatori di Nuova Democrazia.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply