giovedì, 26 Novembre, 2020

La legge elettorale divide la maggioranza

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Dopo numerose soste e il congelamento dovuto all’emergenza Coronavirus, la riforma della legge elettorale, il cosiddetto Brescellum (da Giuseppe Brescia che lo ha proposto) è stato adottato come testo base dopo il via libera della commissione Affari costituzionali della Camera. Un voto che hai spaccato la maggioranza in quanto hanno votato a favore solo Pd e M5S.

l Brescellum è stato frutto dell’accordo raggiunto dalla maggioranza lo scorso autunno: a favore solo M5s e Pd, mentre Leu si è astenuta. Contrarie le opposizioni: il centrodestra ha abbandonato i lavori della commissione prima del voto sull’adozione del testo base.

Il testo della nuova legge elettorale è stato predisposto dal pentastellato Brescia e depositato in commissione il 9 gennaio per avviarne il confronto in Parlamento. È un sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 5% e il cosiddetto “diritto di tribuna” per i piccoli partiti. Viene eliminata la quota maggioritaria del Rosatellum, cancellando i collegi uninominali. Il Rosatellum, infatti, è un sistema misto maggioritario-proporzionale. Con il Rosatellum il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario, il restante 64% con un sistema proporzionale

 

Nella maggioranza, come preannunciato, Iv non ha partecipato al voto e Leu si è astenuta. Più Europa non ha partecipato alla votazione. Le opposizioni hanno abbandonato l’aula al momento del voto. Lega, Fdi e Fi chiedevano più tempo per gli approfondimenti al testo. L’ostruzionismo dell’opposizione è sfociato poi nella bagarre.

 

Da una parte  il Pd esulta per questo primo traguardo raggiunto, Leu spiega le ragioni dell’astensione: “Riteniamo che il sistema elettorale proporzionale sia quello che si adatta meglio alla attuale fase storica e politica. Permane però un dissenso sulla soglia di sbarramento al 5%. Ci attendiamo ora che in un dialogo costruttivo nella maggioranza e con le opposizioni in Commissione si possa ridurre in modo ragionevole il correttivo anti frammentazione della soglia di sbarramento”.

 

Italia Viva, invece, ha giustificato la mancata partecipazione al voto con la necessità di condividere un percorso più ampio di riforme: “La nostra preferenza rimane il modello maggioritario, ma se la maggioranza insiste sull’impostazione proporzionale bisogna avviare parallelamente interventi di sostanziale riforma delle istituzioni”, ha detto Marco Di Maio, capogruppo di Iv commissione.

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