lunedì, 18 Novembre, 2019

La maggioranza c’è, anzi è più forte

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Berlusconi-fiducia

Ricapitoliamo. Questa mattina all’apertura dei lavori al Senato, la situazione che si prospettava era quella della spaccatura conclamata del Pdl. Non c’era più alcun dubbio. Né le minacce né le intimidazioni avevano convinto Alfano e gli altri a retrocedere. Alla votazione si prospettava un risultato che avrebbe assegnato a Letta una maggioranza di circa 170 senatori, una decina in più del necessario. Dunque non solo maggioranza numerica, ma quel che più conta, una maggioranza politica. E pure bella robusta perché era evidente a tutti, è così è tutt’ora, che il gruppo staccatosi dal Pdl di stretta osservanza berlusconiana, non avrebbe avuto e non ha, nessun interesse a percorrere la strada delle elezioni anticipate.

A questo punto è arrivato il colpo di scena. Berlusconi fa ‘dietrofront’ e ordina: votate la fiducia. Un atto non imprevisto, perché si temeva già ieri che volesse inquinare l’operazione politica di Alfano togliendogli la carta del peso politico insostituibile per la maggioranza di governo mettendo così in difficoltà anche Letta; ma incomprensibile sì. La scelta di Berlusconi appare subito infatti, un atto formale e sostanziale di resa che non modifica più di una virgola i nuovi equilibri politici. Un atto inutile, autolesionista; la conferma che il Cavaliere aveva perso la lucidità politica delle sue azioni.

Ma non solo perché appare subito chiaro che così Letta è più forte. La maggioranza è assai più equilibrata come orientamento di centrosinistra di quanto non fosse fino a oggi. Le ali estreme sono state tagliate. Non possono condizionare la maggioranza, né da destra, né da sinistra. E di questo, paradossale a dirsi, bisogna ringraziare proprio Berlusconi che a forza di tirare la corda, si è – metaforicamente parlando – impiccato. Un’operazione alla Tafazzi.

A fine mattinata Letta fa il suo discorso al Senato e ottiene il suo voto di fiducia. E’ pomeriggio quando si passa alla Camera, ma ormai i giochi sono fatti e non ci sono più sorprese. C’è solo da notare che il meccanismo che si è messo in moto nel Pdl non consente più a nessuno di fare marcia indietro, tant’è che sia a Palazzo Madama che a Montecitorio parte la raccolta delle firme che porterà nei prossimi giorni alla creazione di due gruppi nuovi, autonomi, ‘diversamente berlusconiani’.

E per il centrosinistra cosa cambia?

Finalmente ci si può dedicare, se si ha la voglia e se si hanno buone  idee, a risolvere i problemi degli italiani. Il segretario del Psi al Senato, ha subito indicato il primo bersaglio grosso: il lavoro che manca.

Gli ha fatto eco alla Camera il capogruppo Marco Di Lello che ha aggiunto un’osservazione e una considerazione. Citando un titolo che l’Avanti! quotidiano del Psi, fece alla nascita del primo centrosinistra (l’unico periodo dal dopoguerra in poi in cui sono state davvero fatte un mucchio di riforme ), Di Lello ha esclamato: “da oggi siamo tutti più liberi! E sì, non c’è più Berlusconi, Verdini e la Santanchè a minacciare sconquassi. Non ci sono più ricatti per qualche impossibile marchingegno che salvi il Cav dal rispondere in tribunale. Si può parlare anche di giustizia da riformare, perché è vero che fa schifo, senza essere accusati di fare gli avvocati di Berlusconi.

E se siamo più liberi, se il governo è più libero, possiamo anche trarre una conclusione, come nella replica sempre Di Lello ha aggiunto: “non ci sono più alibi!”

Sì, questa maggioranza c’è, è forte abbastanza per concludere la legislatura, non ha più scuse. Giustizia, lavoro, IMU, burocrazia, legge elettorale … Datevi da fare.

Carlo Correr

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