sabato, 4 Aprile, 2020

La memoria va difesa, ma non dimentichiamo il futuro

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Caro Manfredi,
condivido totalmente il tuo contributo. Tuttavia  una sola cosa mi lascia perplesso e ti chiedo un ulteriore contributo di idee, vista la passione politica (intendo soprattutto socialista) che, per fortuna, ancora ti anima. La memoria, è noto ,sono le nostre radici, che occorre sempre proteggere e alimentare, ma bastano per far crescere il Psi? In questi giorno mi è capitato di sfogliare “Mondoperaio” degli ultimi decenni che ho deciso  di regalare alle fondazioni Nenni e Buozzi). In questo grande (sottolineo grande) patrimonio di cultura, di studi e ricerche elaborati da molte decine di intellettuali (storici, politologi, sociologi, letterati, economisti,ecc.) si parla raramente di storia. La chiave è rappresentata non dal passato (che, ripeto, va comunque salvaguardato), ma dal futuro.

Non a caso le idee (non sempre positive) di Matte Renzi ,Boschi e loro amici  sulla riforma costituzionale nascono dalle elaborazioni di  Bettino Craxi ,Martelli,Amato,Giugni e un numeroso gruppo di studiosi e intellettuali  ( a cominciare da Norberto Bobbio) che dissertavamo,già 40 anni fa,sulla “grande riforma” : sulla riforma del parlamento,dimezzando il numero dei “nostri rappresentanti del popolo”,sulla eliminazione degli sprechi ,dell’’incremento della produttività nella Pa,sull’eliminazione delle province ( in coincidenza dell’istituzione delle Regioni,ecc.) . L’elenco è molto lungo. Ecco perchè non capisco o meglio non condivido il “no” e tantomeno i “comitati per il no” che nascono nel nostro seno.

Chi promuove queste iniziative oltranziste e immotivate lo fa per fanatismo,lo fa per avversione verso una persona ( un tempo lo era nei confronti di Craxi,l’odio si è trasferito poi verso  Berlusconi ed ora l’obiettivo è Renzi ) .Ma siamo sicuri che la “caduta” dell’attuale premier possa risolvere i nostri problemi e che le riforme costituzionali possano essere realizzate in forme  più innovative  ?

Personalmente ho forti dubbi in proposito. Sono convinto,al contrario, che tutto finirà,ancora una volta,nella palude,nella stagnazione :  le inutili province continueranno a sopravvivere,l’inutile Cnel continuerà a  sprofondare nella sua  inazione  ( o a produrre montagne di documenti per dimostrare la sua esistenza ),il Senato continuerà a “dimezzare” la nostra produttività legislativa e a  dare  la fiducia (inutile) all’esecutivo. Insomma,tutto è stato inutile . E chi farà felice ?  Le solite lobbies,i soliti “poteri forti” ( i soliti gruppi politici che si alimenteranno dei sempreverdi voltagabbana ),  che potranno continuare a fare il brutto e il cattivo tempo. E’ questo che si vuole ?

Tornando al Psi,al nostro vecchio e giovane partito,penso che una riflessione seria,rigorosa,non “macchiata” da pregiudiziali politiche e da fanatismi personali precostituiti debba essere fatta con serenità da tutti,dal gruppo dirigente e dai singoli militanti (anziani e soprattutto dai giovani,che prima o poi, saranno a chiamati a  raccogliere il testimone,con  la ricca eredità politica e culturale di un partito di un secolo e mezzo di storia) .

Le domande chiave le avevo già poste in previsione del congresso di Salerno e a cui è necessario  dare una risposta convincente sul breve e sul medio-lungo termine. Vi sono alternative diverse, nell’un caso e nell’altro.

Nei  percorsi che si sceglieranno dovremo tener presente  sempre l’esigua consistenza delle nostre forze,anche se i segnali registrati nelle ultime amministrative ci fanno ben sperare . Le enclave di “resistenza socialista”,infatti, si sono fatte sentire ,dove soprattutto è stato possibile realizzare alleanze  a sinistra,dove i riformisti del Pd hanno reagito positivamente ,mostrandosi disponibili ad accordi  con i socialisti. Non è stato ovunque così,lo sappiamo bene. Vi è ancora nel Pd (e altrove) uno “zoccolo duro” di matrice comunista e comunque antisocialista  che  non si riesce a  sradicare.  Ma  i prossimi anni ci daranno ragione. Ne sono più che convinto. Ma ora dobbiamo fare con intelligenza e perseveranza la nostra parte.

E’ ora di smetterla, definitivamente, ad esempio, con le polemiche  distruttive (non parliamo dei demenziali ricorsi per annullare un congresso). Se  è necessario confrontarci va bene: facciamolo con serenità,senza personalismi e ambizioni sfrenate di  “conquistare”  chissà quali posizioni .

E’ necessario far vivere,anzi sopravvivere ,questo partito e non  ammettiamo più discorsi devianti  o espressi solo per ragioni personali o di gruppo. Le lobbies si combattono fuori del partito e non più dentro.  Oggi, per fortuna, i socialisti sono “con le mani pulite” : da decenni non si registra più un arresto e neppure un indagato nelle nostre file . E’ un  buon segnale  questo di pulizia morale, non vi pare ?

Ora dobbiamo sforzarci di fare un passo  avanti  verso un obiettivo importante: dobbiamo tornare ad essere un  partito (anche se piccolo,non importa ) per elaborare linee e strategie  nel campo sociale,economico e culturale : occorrono idee nuove da far valere. La nostra nuova forza dovrà essere il nostro investimento del nostro  impegno sulle proposte per cambiare l’Italia oggi,affrontando i problemi più importanti (le migrazioni, l’occupazione, la riforma fiscale, gli investimenti pubblici, la tanto invocata riforma della giustizia,ecc,) per non parlare della “rifondazione europea” e degli altri problemi della politica estera (a cominciare dal terrorismo islamico).

E’ solo su questi terreni che dovrà misurarsi ,anche ostinatamente, la nostra azione politica .  Le polemiche, il  confronto  di idee e di proposte  ben vengano su questi “tavoli”  .  Ed è in questo quadro che va approfondita anche la collocazione naturale del nostro partito,in un nuovo centro sinistra.

Aldo Forbice

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