martedì, 22 Ottobre, 2019

La Namibia collauda le vere aspirazioni azzurre

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Archiviata la fantasmagorica cerimonia di apertura fra tecnologia laser e cadenze Taikò, annotata la portata di un trionfante Giappone a tratti funambolico come spesso impacciato dall’apprensione, confermata la grande bellezza del rugby di All Blacks e Bok, è finalmente giunta l’ora degli Azzurri.
Domani all’Hanazono Stadium di Osaka, in diretta RAI 2 ore 7,05 fuso Roma, avremo il primo, non parziale, verdetto del pluriennale lavoro di O’Shea.
Non che la pratica Namibia sia particolarmente impegnativa ma è proprio la scioltezza a evaderla che darà un primo inconfutabile responso per il comprendere quali ambizioni iridate possono realmente vestire Parisse, al quinto mondiale, e compagni. E noi con loro. Sarà importante l’approccio, la reazione, l’organizzazione, armonia e intesa, gioco al piede e manualità, profondità del gioco e copertura, l’impatto fisico quanto il break down, dovrà convivere offesa e difesa senza le solite sbavature.

Contro questi coriacei avversari, di scuola sudafricana e non solo rugbistica, non può e non dovrà essere la partita di routine che si gioca contro la “numero ventitré” del Mondo. Non si potranno prendere sottogamba ma vincere e convincere ecco quanto si chiede agli Azzurri. Minimo sindacale mi pare.

Ma chi sono i “namibiani”? Con il forfait del talento Renaldo Bothma, terza linea dei Saracens, sicuramente l’uomo con più esperienza è, ora, il mediano di mischia Eugene Jantjies, alla sua quarta Riugby World Cup, ma che non partirà nel XV titolare contro l’Italia. Atri nomi interessanti Torsten van Jaarsveld, tallonatore del Bayonne già avversario in Pro14 di Zebre e Benetton avendo militato nei sudafricani Cheetahs la franchigia di cui è stato Capo Allenatore Franco Smith prossimo allo staff azzurro. Tijuee Uanivi, seconda linea 29enne alla seconda Rugby World Cup, già dei Glasgow Warriors e attualmente veste la maglia dei London Scottish.
Ambizioni della formazione diretta da Phil Davies, è quella di una vittoria e pare che la vittima sacrificale potrà essere il Canada nonostante abbia due posizioni più in altro nel ranking.
Tre i precedenti incontri fra Italia e Namibia, due a loro vantaggio ma si era agli inizi degli anni novanta.

Ai quarti di finale si qualificheranno le prime due di ogni raggruppamento, e gli azzurri trovandosi nella stessa Pool B con Nuova Zelanda e Sudafrica, ci si può anche farci un pensierino ma pare che l’accesso sia quantomeno faticoso. Ergo l’obiettivo, doveroso, dovrà essere qualcosa di più del terzo posto in modo da acquisire sì il diritto a partecipare al prossimo Mondiale, in programma nel 2023 in Francia. Dovrà essere ricordata come la Coppa del Mondo in cui si è sfiorato l’impossibile. La sconfitta del Sudafrica 23 a 13 contro gli indomabili All Blacks, al momento a zero punti, facilita le cose per gli O’Shea? Non di molto perché scaricheranno tutto nel match diretto del 4 ottobre contro gli Azzurri. Quindi Italia costretta a fare il pieno, compreso bonus, contro Namibia e Canada.
Per l’esordio di domani mattina, saranno sei le ore che differenziano il fuso orario, O’Shea ha “confezionato” un XV che preservi alcuni giocatori dall’incontro più laborioso contro il Canada che si disputerà solo quattro giorni più tardi. No Campagnaro, no Sisi e Negri, neanche Braley mentre Polledri e Minozzi partono dalla panchina. La mediana è quella che si ritiene la titolare con Allan e Tebaldi, triangolo allargato con ancora estremo Jayden Hayward e all’ala le due “Zebre”Padovani e Bellini mentre centri la coppia Morisi, Benvenuti. In terza Parisse, con il fido scudiero Steyn e Mbanda. Ruzza e Zanni in seconda, prima linea formata da Tiziano Pasquali, Luca Bigi e Nicola Quaglio.

“Abbiamo preparato questo momento da molto tempo, passando per diversi step. Ora finalmente scenderemo in campo. Il lavoro svolto è stato di buon livello e ora vogliamo dimostrare sul campo il nostro valore. Il nostro unico obiettivo adesso è iniziare nel migliore dei modi il mondiale e portare a casa un risultato importante all’esordio contro la Namibia” ha dichiarato Conor O’Shea.

Lo sperano tutti, soprattutto coloro costretti al levatone domenicale.

COSI’ IN CAMPO

15 Jayden Hayward 14 Edoardo Padovani 13 Tommaso Benvenuti 12 Luca Morisi 11 Mattia Bellini 10 Tommaso Allan 9 Tito Tebaldi 8 Sergio Parisse (c)
7 Maxime Mbandà 6 Abraham Steyn 5 Federico Ruzza 4 Alessandro Zanni
3 Tiziano Pasquali 2 Luca Bigi 1 Nicola Quaglio – HC Conor O’Shea
A disposizione 16 Oliviero Fabiani 17 Simone Ferrari 18 Marco Riccioni 19 Dean Budd 20 Jake Polledri 21 Guglielmo Palazzani 22 Carlo Canna 23 Matteo Minozzi

15 Johan Tromp 14 Chad Plato 13 Justin Newman 12 Darryl De La Harpe 11 JC Greyling, 10 Cliven Loubser 9 Damian Stevens 8 Janco Venter 7 Wian Conradie   6 Rohan Kitshoff, 5 Tjiuee Uanivi (c), 4 PJ Van Lill, 3 Johannes Coetzee, 2 Torsten George Van Jaarsveld, 1 Andre Rademeyer
A disposizione: 16 Louis van der Westhuizen, 17 AJ De Klerk, 18 Nelius Theron, 19 Johan Retief, 20 Max Katjijeko, 21 Eugene Jantjies, 22 Helarius Axasman Kisting, 23 Lesley Klim

IL CAMMINO DELL’ITALIA
Italia-Namibia, 22 settembre. Osaka, 14.15 locali (7.15 italiane. Diretta su Rai 2)
Italia-Canada, 26 settembre. Fukuoka, 16.45 locali (9.45 italiane. Diretta su Rai 2)
Sudafrica-Italia, 4 ottobre. Shizuoka, 18.45 locali (11.45 italiane. Diretta su Rai 2)
Nuova Zelanda-Italia, 12 ottobre. Toyota City, 13.45 locali (6.45 italiane. Diretta su Rai 2)

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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