venerdì, 4 Dicembre, 2020

La nuova guerra fredda

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Trump (e non solo lui) punta a una nuova guerra fredda con la Cina, simile a quella con l’Urss. Sarebbe un errore per due motivi.

Primo. Mosca voleva esportare il comunismo in tutto il mondo. Pechino non ha invece una ideologia da esportare. Anzi, ha importato il capitalismo. È un regime autoritario, sì, ma con la sua radice plurimillenaria in quello che Wittfogel ha definito “dispotismo asiatico”: un mix di burocrazia, gerarchia, meritocrazia e deferenza Confuciana verso gli anziani.

Secondo. L’Urss era un gigante militare ma un nano economico. La Cina è tra i motori dello sviluppo mondiale. Avete mai sentito parlare di Chongqing? Io l’ho scoperta per motivi di lavoro soltanto adesso. È un’area metropolitana di 40 milioni di abitanti, con un centro urbano di 10 milioni, con uno skyline di grattacieli come a New York e 10 mila ponti sull’immenso fiume Azzurro (molti imponenti come quello di Genova). Conta meno di un ventesimo della Cina ma, poiché si espande in continuo, sarà economicamente più importante dell’Italia che lasceremo ai nostri figli. Certo, a Roma c’è la democrazia è a Chongqing no. Ma si può dubitare che da una piccola città governata come sappiamo sia possibile insegnargliela. O che dalla Casa Bianca sia possibile imporgliela.

 

Ugo Intini

 

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