giovedì, 21 Marzo, 2019

La nuova Via della seta

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La visita che  il Presidente cinese Xi Jin-ping effettuerà  in Italia dal 21 al 24 marzo assumerà un significato di particolare importanza che andrà oltre la normale routine degli scambi diplomatici. Sono ormai note le mire economiche del colosso capitalistico  comunista in Europa e in Africa. Per restare nel nostro Paese la Cina controlla già parte della rete elettrica, dopo l’acquisizione di quella greca, compartecipata dalla Terna e, dopo l’acquisto del Porto del Pireo da parte di Cosco, gigante dei Trasporti per mare, ha messo gli occhi sul Porto di Trieste, approdò fondamentale per la nuova Via della seta.

È su Trieste che si sta giocando la partita più importante. La città giuliana ha visto negli ultimi anni il susseguirsi di novità molto interessanti che hanno riguardato  lo sviluppo del proprio scalo marittimo. I finanziamenti ottenuti dai Governi Renzi e Gentiloni per il completamento della piattaforma logistica, con un impegno  particolare del sottosegretario ai trasporti Nencini, l’ azione incisiva del senatore Russo e dell’ allora Presidente della Giunta regionale Serrachiani, l’impegno dell’ ex sindaco Cosolini hanno finalmente sbloccato l’ iter per il riutilizzo del Porto Vecchio,anche con lo spostamento  del punto franco fondamentale per l’ acquisizione di nuovi traffici. Se poi aggiungiamo le caratteristiche  naturali del Porto di Trieste, provvisto  di grandi fondali possiamo facilmente  comprendere come oggi sia strategicamente importante il suo controllo,  anche per la sua posizione di scalo più a nord del Mediterraneo. Nel testo  dell’ accordo che Xi Jin-Pino firmerà in Italia è infatti compreso anche il Porto di Trieste oltre a intese  nel campo dell’ e commerce e dell’ energia. Ma proprio pochi giorni  fa’ e’ arrivato il monito  degli Usa e dell’ Europa e la sostanziale  contrarietà all’accordo. Risulta ormai scontato che la faccenda non possa essere relegata semplicemente a un episodio  di business con l’Autorità portuale di Trieste viste le ripercussioni strategiche  e politiche che ha ormai  assunto. Mentre nella città giuliana  si cerca di pensare solo allo sviluppo dell’ economia della città e in questo senso si sono espressi sia il Sindaco Dipiazza che l attuale  Presidente della Giunta regionale Fedriga, ci si rende conto che il gioco è molto più grande e interessa i futuri scenari e la futura collocazione internazionale dell’Italia.

Certo servirebbe un Governo autorevole  che abbia ben chiari gli interessi del nostro  Paese e nel quadro delle alleanze storiche e consolidate mantenga un atteggiamento di dignità e di autonomia. Ma i tempi di Sigonella sembrano molto lontani.

Alessandro Perelli

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