mercoledì, 30 Settembre, 2020

LA PAURA CONTAGIA LA BORSA

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I brutti effetti del timore del Coronavirus ‘contagiano’ anche le borse. La Borsa di Milano insieme al resto delle Piazze europee non arresta la propria caduta. Il Ftse Mib arriva a lasciare sul terreno il 4,30% a 20.638 punti segnando i minimi di inizio agosto scorso. L’indice italiano è il peggiore con Parigi che perde il 4,32%, Francoforte il 3,87%, Londra il 3,89%.
L’umore dei mercati europei si fa ancor più nero con l’andamento pesante di Wall Street: alla chiusura degli scambi nel Vecchio continente, infatti, il Dow Jones perde l’1,9%, il Nasdaq scivola del 2,6% e lo S&P500 cede il 2,45 per cento. Milano arriva a perdere oltre quattro punti percentuali, poi chiude in rosso del 3,5 per cento portandosi sui minimi di metà agosto. Nella sola giornata odierna la capitalizzazione bruciata arriva a 21 miliardi, l’All Share scende così sotto quota 600 miliardi. Netti ribassi anche sulle altre Borse europee: Londra perde il 3,48%, Francoforte arretra del 3,38% e Parigi del 4,05 per cento. A Piazza Affari gli occhi si puntano su Poste Italiane, che ha alzato le stime per il 2020 nonostante l’epidemia ed è tra i pochi titoli del paniere principale a resistere all’ondata di vendite, e sui conti di EssilorLuxottica. Tra i peggiori si segnala Prysmian. Le perdite azionarie sono iniziate in Asia e si sono pian piano estese nel Vecchio Continente. Secondo gli osservatori di mercato il sell-off tornerà ad interessare anche Wall Street: i future sul Dow stanno già lasciando presagire un avvio in calo.
L’incubo Coronavirus è tornato, ma Milano viene penalizzata anche dall’impennata dello Spread, dopo che il Governo ha annunciato che chiederà all’Ue un significativo scostamento di bilancio.
Non è stata soltanto la Borsa Italiana a spaventare nell’ultima seduta della settimana. Come anticipato anche lo spread BTP-Bund oggi ha risentito del coronavirus ed ha premuto sul pedale dell’acceleratore.
Il differenziale è schizzato persino sopra i 190 punti base per poi tornare intorno ai 184 circa. Il tutto in virtù di un rendimento del decennale tricolore oltre l’1,12%.

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