giovedì, 14 Novembre, 2019

La periferia senza città

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Il dibattito di come governare la città, si è sviluppato in questi ultimi anni attorno a grandi temi, trascurando le estreme periferie che, realizzate in maniera caotica e disordinata, sono tuttora carenti di infrastrutture,di servizi e luoghi di identificazione sociale. La città di Roma – nonostante sia disegnata dal passaggio di oltre duemila anni di storia – subisce gli effetti di una errata programmazione. Lo sviluppo urbanistico della città degli anni settanta, riflette l’allora moderno modo di costruire “pezzi di città”. L’antica antitesi tra centro e periferia che, identifica la prima come centro di cultura e delle attività mentre la seconda senza una propria riconoscibilità, oggi non è più sostenibile.

L’abitante della periferia rivendica la dignità del suo status di cittadino perché la periferia che prima costituiva una piccola parte di città, oggi rappresenta la maggior parte del sistema insediativo. Attualmente il discorso si incentra sulla presenza dei quartieri periferici che soffrono lo scollamento tra l’idea e la realizzazione. L’abitante soffre disagi per problemi non risolti, intralci burocratici e distinzioni nei rapporti tra Ater e Comune di Roma. Non essendo stati mai definiti in modo trasparente, competenze e ruoli, il cittadino deve affrontare grandi difficoltà.

Da questi presupposti nasce, di sovente, la mobilitazione dei cittadini dei quartieri Laurentino 38, Tor Sapienza, Torre Angela, Ponte di Nona, quartieri dormitori con servizi pietosi, istituzioni assenti che nessuno ha mai ascoltati. Sono queste le ragioni profonde del malessere sociale di cui alcune ultime vicende sono la rappresentazione plastica. Siamo dinanzi a un fenomeno complesso che affonda le sue radici nei problemi che i governi non hanno saputo risolvere. Intanto, è iniziato lo scambio di accuse a distanza tra la sindaca Raggi e il leader della lega, interessato quest’ultimo, ai destini di Roma periferica per mettere mani sul Campidoglio e sulla Regione Lazio. Il recupero e la riqualificazione delle periferie rappresenta una delle priorità della sinistra avendo, finalmente, intercettate le istanze provenienti a est e a sud di Roma al fine di eliminare l’autoemarginazione.

Ernesto Calluori

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