mercoledì, 18 Settembre, 2019

Costituzione, migrazioni e la xenofobia di Salvini

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L’infittirsi delle migrazioni  e il modo in cui vengono trattate nei paesi di accoglienza incide sempre più sui regimi politici fino ad alterarne la natura.
L’Italia ne sta offrendo un’immagine sgradevole e devastante. Con i pieni poteri assegnati di fatto- al  ministro dell’interno Matteo Salvini un fenomeno epocale viene gestito con i più ottusi metodi da ordine pubblico, cioè di polizia municipale come in una qualunque cittadina amministrata dalla Lega.

Scompaiono così come fossero inesistenti o orpelli i diritti costituzionali del lavoro, dell’abitabilità, dell’assistenza sanitaria ecc. La  nostra carta (di ispirazione liberal-socialista)  li riconosce alle persone.Si badi bene, non  ai cittadini o agli elettori, ma agli esseri umani in quanto tali.

Possono, e devono,  essere regolamentati in maniera da impedire che dietro la figura di migranti si nasconda la criminalità politica dell’Isis o di qualche banda libica, o che,per un’accoglienza indiscriminata, venga messo a dura prova il budget delle nostre risorse pubbliche o minacciata la nostra stessa sicurezza.
Non era mai accaduto prima di Salvini (e  dei ragazzi del Bar Sport  di Beppe Grillo)  che una violenza così perentoria e discrezionale  della politica politicante si scatenasse contro il diritto, e lo facesse soccombere.
Era, ed è,  giusta la protesta contro l’abitudine dell’Unione europea di volgere lo sguardo da un’altra parte quando centinaia e centinaia di migranti (compresi donne, bambini e vecchi) venivano scaricati nelle acque territoriali italiane o affogavano nei flutti mediterranei.
Ma essa  non necessariamente giustificava, e giustifica, quel che il Ministero dell’Interno ha fatto regolarmente con Salvini (sostenuto irresponsabilmente dai Cinque Stelle): cioè forme di rivalsa, di persecuzione, di mancata assistenza,di negazione della libera circolazione delle persone e delle merci nei confronti  di persone oggetto di traffici infami da parte di pirati del mare.

I diritti stabiliti dalla civiltà liberale sono stati vilipesi dai micro-interessi elettorali (e personali) della Lega salviniana. Un saggio appena pubblicato da Il Mulino (Gianluca Passarelli, Dario Tuorto, La Lega di Salvini. Estrema destra di governo) ha documentato il fondo di estremismo reazionario, di odio razziale, di alimentazione della paura e dell’insicurezza tra i cittadini seminato dallo spregiudicato  politico leghista. Nel silenzio di chi, come il capo dello Stato, che  è un docente universitario di diritto costituzionale, lo ha  insediato al Viminale, di concerto col  presidente del Consiglio Giuseppe Conte, non ha il coraggio di ricondurlo alla ragione o di spogliarlo delle deleghe ministeriali perché unfit, non adeguato ai compiti istituzionali, come dicono gli anglo-sassoni.

Qualcosa dovrebbero dire di fronte alla schiettezza del progetto eversivo di Salvini:
«A livello internazionale la priorità è sgretolare questo euro e rifondare questa Europa. Sì, quindi, alle alleanze anche con gli unici che non sono europirla: i francesi della Le Pen, gli olandesi di Wilders, gli austriaci di Mölzer, i finlandesi… insomma, con quelli dell’Europa delle patrie».

Il nostro governo non ha la minima idea del ruolo che hanno giocato le migrazioni e i movimenti sociali, nella storia moderna e contemporanea, per quanto concerne la formazione delle identità transnazionali dei paesi mediterranei.
A capirlo aiuta un interessante dossier dell’editore Franco Angeli: Migrazioni nel Mediterraneo, a cura di Giuseppe Acconcia e Michela Mercuri, con introduzione di Massimo Campanini. A quest’ultimo si deve una precisazione che fa da sfondo ai numerosi contributi dei ricercatori che il volume ospita su Nord Africa, Medio Oriente e i casi-studio dellìEuropa:

“Gli uomini, fin dal tempo degli ominidi australopitechi che si mossero dall’Africa, sono sempre stati, e sempre saranno, migranti e viaggiatori. E’ attraverso le migrazioni e gli spostamenti che le civiltà sono nate e\o sono trasformate. E’ attraverso gli spostamenti e i viaggi che le conoscenze si sono disseminate e l’evoluzione genetica della specie umana si è determinata. Si tratta di processi inevitabili, direi ‘naturali’”.
La chiusura xenofoba e il sovranismo esasperato dell’Occidente contraddicono la sua stessa identità che storicamente per secoli si è fondata sulla cultura delle differenze e sulla convivenza dei diversi.

Salvatore Sechi

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