venerdì, 17 Gennaio, 2020

La Rai di Monti? Che banca!

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Monti mette dei “banchieri” a capo di Viale Mazzini. Peccato che soltanto il giorno prima il premier, polemico e vagamente stizzito, aveva detto di essere stato abbandonato dai poteri forti. Tempo 24 ore e le cose cambiano totalmente. Addio alle logiche clientelari che troppo spesso invadono le stanze della tv pubblica, addio ai principi di equità e merito sbandierati dal presidente del Consiglio, addio anche ai curricula inviati in questi mesi da professionisti, più o meno schierati, del nostro palinsesto. Mamma Rai abbraccia i suoi nuovi numeri uno: Tarantola e Gubitosi, «due alieni a Viale Mazzini. Bisogna verificare se hanno il televisore a casa, se la guardano, quali programmi».

I TRE NOMINATI – Sarcastico e tagliente come al solito il direttore di Rai4 Carlo Freccero, che al vertice della sua azienda si era pubblicamente candidato insieme a Michele Santoro con tanto di curriculum, ha affondato senza giri di parole le nuove nomine ai vertici Rai fatte dal premier. Sì perché ai piani alti di Viale Mazzini il governo ha scelto Anna Maria Tarantola, attuale vice direttore generale di Bankitalia, per la presidenza, Luigi Gubitosi, ex ad di Wind, per la direzione generale, Marco Pinto, vicecapo di gabinetto del Tesoro, come consigliere rappresentante dello stesso azionista. Nomi diversi quelli circolati nelle ultime settimane e in linea con il “governo dei banchieri”.

SUPER PRESIDENTE RAI – Nel tentativo di rinnovamento della governance della Rai, senza toccare la legge Gasparri, Monti ha annunciato di voler rafforzare i poteri del presidente che «potrà approvare su proposta del dg atti e contratti aziendali che comportino una spesa superiore ai 2,5 milioni, fino a 10 milioni, e di nominare, su proposta, del dg, dirigenti non editoriali di primo e secondo livello».

NUOVE NOMINE IN AGCOM – Tutto come previsto invece per le nuove nomine in Agcom: come presidente il premier ha indicato Angelo Marcello Cardani, bocconiano di lungo corso e già suo vice capo di gabinetto a Bruxelles. Alla neonata autorità dei Trasporti sono arrivati Mario Sebastiani, in veste di presidente, Pasquale De Lise e Barbara Marinali.

LE RAGIONI DI MONTI – Alla base della scelta tanto discussa, Monti ha sottolineato, «criteri di competenza e neutralità dal punto di vista politico». Assenti figure, come in passato, provenienti dal mondo della cultura, del giornalismo e della tivù perché «la Rai è ricchissima in proprio di talenti da questo punto di vista» e piuttosto «bisognosa di una solidità di gestione e di una tranquillità da perturbazioni alle quali può essere sposta, sensibile com’è al mondo circostante». Ad occupare la poltrona di Paolo Garimberti, Monti ha scelto Tarantola, la lady di ferro che arriva dal direttorio di Bankitalia. Per la direzione generale, Gubitosi, poco più che 50 anni, direttamente da Bank of America-Merryll Linch dopo una vita nel gruppo Fiat e l’esperienza come amministratore delegato di Wind.

«TARANTOLA DÀ SICUREZZA E TRANQUILLITÀ» – Tarantola, «perché ha dato molte prove nella sua vita di avere un senso di garanzia istituzionale molto spiccato: è una persona molto equilibrata e vigile, pensiamo che abbia tutte le caratteristiche per dare sicurezza, tranquillità e orientamento alla vita dell’azienda e dell’istituzione Rai». Gubitosi, invece, è «una figura di manager molto riconosciuta sul piano italiano e internazionale». Adesso si attende di eleggere i sette consiglieri.

REAZIONI DALLA POLITICA – Pesanti e trasversali i commenti alle nomine Rai. Mentre dal Pd Paolo Gentiloni scrive su Twitter: «Bella idea Anna Maria Tarantola a Viale Mazzini. Per anni abbiamo detto che volevamo una Rai come la Banca d’Italia», Alessio Butti del Pdl ha parlato di «nomine bancarie», pur «nel rispetto per i profili», ma ha bollato come «irrituale», l’indicazione del dg. Se Antonio Di Pietro parla di «nomine espressione di poteri forti» opposta è la valutazione del segretario Udc Lorenzo Cesa definisce «ottime, di assoluta terzietà e riconosciuta competenza» le scelte di Monti.

Lucio Filipponio

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