venerdì, 14 Agosto, 2020

La rossa Aurora sorge ancora

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Da qualche giorno si è concluso il VII Congresso della Federazione dei Giovani Socialisti e mentre ancora l’eco di questo evento continua a spargere il suo suono tra giornali, televisioni e web, io colgo l’occasione per fare qualche riflessione. Lo faccio semplicemente come so fare meglio, con una buona canzone di sottofondo (Caparezza ovviamente) e tutta la voglia di raccontare la mia esperienza.

Quando circa sei mesi fa, quest’estate, si iniziò a parlare di Congresso, non avrei mai pensato succedesse quello che poi è successo. Ero da poco diventato segretario della FGS Emilia-Romagna, ed ero completamente assorbito dalle questioni regionali che entrai ad occuparmi del panorama nazionale con cautela e con soprattutto voglia di capire. Naturalmente nulla di ciò sarebbe stato possibile senza l’aiuto e i consigli del compagno, e carissimo amico, Francesco Bragagni, che essendo stato coordinatore della FGS ER prima di me conosceva benissimo certe logiche. Inutile dire che senza di lui avrei compiuto i peggiori errori di un novellino alle prime armi.

Insomma mi trovavo alla guida di una FGS regionale che aveva appena iniziato a crescere e a far parlare di sé (non mento quando affermo che il nostro profilo Facebook, ora pagina, era ed è il più seguito, e che RadioEretika ha dato una bella impennata a tutto quanto), ed eravamo tutti  determinati ad imporci e a dire la nostra. Lo abbiamo fatto scegliendo alla fine Roberto Sajeva come candidato, e credendo nel suo progetto: ridare prestigio alla nostra organizzazione, tornare a far parlare di noi, e soprattutto la volontà di cercare una “visione”, l’Idea, del futuro socialismo che ci avrebbe reso protagonisti. E’ iniziato un duro lavoro per la scrizione della mozione congressuale che è diventata un vero e proprio manifesto e infine, grazie alla maestria del compagno piemontese Camillo Bosco, una vera e propria opera d’arte!

La sfida più grande però sarebbe arrivata alla fine: organizzare il congresso stesso! Un segnale politico forte per diverse ragioni: ridare importanza ad un nord troppo escluso dalle logiche nazionali e dare fiducia ad una regione in forte ripresa. Negli ultimi 20 anni non era mai stato ospitato un evento del genere in Emilia-Romagna!

Così ci siamo messi di buona lena all’opera, per organizzare un congresso all’altezza delle aspettative di tutti. Come luogo avevamo scelto non un posto qualunque: Ravenna, ed in particolare l’Aurora, storica sede del socialismo ravennate, e fiamma di riferimento per tutto il socialismo romagnolo! Per due giorni abbiamo varcato la stessa soglia che molti anni prima varcarono Andrea Costa, Matteotti, Nenni, e praticamente tutti i grandi del socialismo italiano. Nel periodo in cui i socialisti erano perseguitati e messi in galera accusati di essere pericolosi criminali, quella era casa di riferimento di tutti coloro che credevano nella tanto leggendaria Idea, e noi eravamo esattamente lì, con uno spirito non poi così diverso dai nostri predecessori. Come giovani socialisti, eravamo tornati tra l’altro a Ravenna dopo l’ultimo congresso del 1988, quando la FGS decise di non essere più federazione giovanile, ma movimento: l’MGS.

Ho ricevuto tanti complimenti per come è andata, e abbiamo dimostrato che i socialisti romagnoli sono in grado di organizzare un congresso di qualità. Voglio però ricordare come tutto questo non sarebbe stato possibile senza l’aiuto di molti altri compagni, primo dei quali il carissimo Lorenzo Corelli, “la vecchia volpe di Ravenna”, che per energia ed impegno si è dimostrato molto più giovane di un 18enne come me: lui che il socialismo l’ha davvero vissuto! Anche a Giacomo La Commare (segr. comunale Psi), Armando Menichelli (segr. provinciale Psi) e ad Emanuela Cornacchia (infaticabile segretaria dell’Aurora) va il mio ringraziamento per aver dato il loro  contributo a questo nostro progetto, e a tutti gli altri compagni ravennati.

Siamo stati una bella squadra, unita e funzionante, e alla fine i risultati sono arrivati! Tantissimi ospiti di rilievo: da Riccardo Nencini a Mauro Del Bue, da Josefa Idem a Fulvio Abbate, e poi Oreste Pastorelli, Bobo Craxi, Luca Cefisi, Giannantonio Mingozzi, Carlo Lodigiani, Francesco Castria, Rita Cinti Luciani, Thomas Maes, Federico Parea, Luigi Iorio e la segretaria uscente Claudia Bastianelli. Tutte persone che, oltre all’augurio di buon congresso, hanno dato il loro personale contributo a noi tutti, con i loro consigli e le loro storie.

Bisogna considerare infine la portata mediatica di tutto ciò. Io penso che possiamo affermare di aver conquistato Facebook: la pagina ufficiale della FGS ha avuto un’impennata pazzesca di contati e anche l’evento, da noi sempre aggiornato su tutto (tanto che molte persone hanno potuto tranquillamente seguire il congresso a distanza senza perdersi niente), è stato visitatissimo. RadioEretika ha dato il suo contributo, come sempre seguitissimo, e la presenza di RadioRadicale è stata di fondamentale successo. Eravamo poi praticamente su ogni giornale locale (tant’è che molte persone che avevo invitato a venire sapevano già tutto), e siamo andati sul TGR e sul TG5 e RavennaWebTv! Dico tutte queste cose perché voglio elencare gli esempi concreti di come, con un lavoro duro e costante, abbiamo ottenuto bei risultati.

Insomma sono fiero e contento del lavoro svolto e dell’esperienza che ho vissuto, e penso che anche gli altri compagni lo siano. Voglio quindi concludere questa mia riflessione con un augurio alla nuova segreteria e classe dirigente. Purtroppo oggi in politica si pensa che vincere significhi soltanto essere eletti, arrivare alla carica tanto desiderata e basta: dimostriamo che non è così! Dimostriamo che vincere significa invece portare a termine le nostre battaglie e gli obbiettivi che ci eravamo posti, perché essere eletti non significa che la partita è vinta: significa che è appena iniziata!

Un sincero  augurio di buon lavoro quindi a tutti voi e a tutti noi: che la fiamma del socialismo sia alimentata dalla nostra passione, curata e custodita fino al momento giusto! E qualunque compagno si troverà un giorno dalle parti di Ravenna, sappia che c’è un posto dove si potrà sentire a casa, e sappia che qui da noi la rossa Aurora sorge ancora. Ve lo abbiamo dimostrato.

Enrico Maria Pedrelli

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