venerdì, 20 Settembre, 2019

La scelta del Psi condivisa e osteggiata

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Rino Formica

I partiti nascono per rappresentare i cittadini in Parlamento e trasformare un’idea di società in legge. La scelta del Psi è stata condivisa e osteggiata. Intini, Martelli, Covatta, Amato, Acquaviva e parte eccellente della cultura socialista ha giudicato la strada imboccata l’unica possibile; altri no. Tre casi. Tipologie diverse di opinioni contrarie e di giudizi sprezzanti. Beppe Tamburrano si lamenta perché non troverà il piccolo partito socialista. Proprio lui che, abbandonato da tempo il Psi, aveva steso con Cesare Salvi e vecchi dirigenti comunisti un manifesto politico inneggiante alla sinistra massimalista. Rino Formica, invece, aveva confidato in Tremonti. Un partito nuovo, il rilancio dell’Avanti-Critica Sociale contro l’Avanti on line del PSI e promesse illimitate.

L’ex ministro di B. è diventato la spalla di Maroni e corre con il centro-destra. Domandate a Rino: dov’è la novità? Il terzo caso non ha un nome. Si tratta perlopiù di ex, compagni fino al 1993/94, che hanno scelto strade diverse, spesso politicamente alternative. Un coacervo di sentimenti, anticomunismo e reducismo in testa, conditi con la dimenticanza di ciò che è avvenuto e di ciò che dopo, subito dopo, è stato il partito erede del Psi. E che, quanto alle responsabilità, sono di manica larga nel non riconoscere le loro. Non vanno associati a questi tre casi i compagni critici che hanno combattuto nella nostra medesima trincea. Ce ne fossero. Morale: più che dai nemici esterni i socialisti debbono guardarsi da loro stessi. Litigiosi, poco solidali e mai propensi a convertirsi alla penitenza, uno stato di riflessione che anche la laicità non esclude affatto.

Barone Rosso

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