lunedì, 3 Agosto, 2020

La scuola è legge. La minoranza Pd non la vota

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Renzi-buona scuola-leggeÈ arrivato ben presto l’immancabile tweet di Renzi dopo l’approvazione definitiva del ddl sula scuola: “Centomila assunzioni, più merito, più autonomia labuonascuola è legge”. L’aula della Camera, in terza lettura, ha dato il via libera definitivo alla riforma con 277 sì, 173 no e 4 astenuti. Presenti 454. Votanti 450. Maggioranza 226. Il 26 giugno il disegno di legge era stato votato in Senato con 159 voti favorevoli e 112 contrari. Ma la scuola, tra i cavalli di battaglia del governo Renzi, è stata la legge meno votata. Alla maggioranza, che sulla carta può contare su circa 395 voti, ne sono mancati più o meno 120.

I deputati Pd che non hanno partecipato al voto sono stati 39, tra i quali l’ex segretario Bersani e Cuperlo. Tra questi, secondo Alfredo D’Attorre, sono 24 gli esponenti della minoranza Pd. Roberto Speranza risulta in missione ma fa sapere di non aver partecipato per scelta. 5 i contrari nel Pd, tra i quali lo stesso D’Attorre. I cinque no alla riforma, nel Pd, sono quelli di Angelo Capodicasa, Vincenzo Folino, Carlo Galli, Giuseppe Zappulla, oltre ad Alfredo D’Attorre.

Tramite twitter è arrivato anche il commento del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: “Il sì di Montecitorio non è un atto finale ma un atto iniziale di un nuovo protagonismo della scuola”. E a chi gli ha chiesto di commentare i numeri ristretti con cui la legge è stata approvata ha risposto che “dipende dalle assenze più che dal dissenso”, ma la riforma della Scuola ha avuto “un percorso che ha sempre visto il governo compatto”.

Il Psi ha votato a favore anche se, come ha detto il presidente dei deputati socialisti Marco Di Lello nella sua dichiarazione di voto, “restano i nostri dubbi sulla defiscalizzazione delle scuole private. Rivendico il meccanismo di riequilibrio previsto nel Fondo del 5 per mille e non ci spaventa la possibilità che i privati possano investire nella scuola pubblica, anzi magari: più risorse arriveranno, meglio sarà. Quello che è giusto sottolineare è che finalmente torniamo ad investire risorse ed energie nella scuola pubblica”.

Dissenso verso la linea ufficiale in Forza Italia, con quattro ‘verdiniani’ che hanno votato a favore della riforma contrariamente al resto del gruppo che però hanno assicurato che non si tratta di un voto politico ma di condivisione del testo. Anche il responsabile scuola e università di Forza Italia, Elena Centemero ha parlato, nonostante il voto negativo del gruppo, di “un ddl in cui finalmente si pone fine al vecchio sistema di reclutamento basato sulle graduatorie ad esaurimento e si afferma un principio costituzionale: alla scuola si accede per concorso”.

Negativi i commenti dei sindacati: per la Cisl si tratta di una brutta legge che non “non risolve ma aumenta i problemi della scuola, ridotta ancora una volta a pretesto per giochi politici fini a sé stessi”. Stessa opinione per la Cgil che ha parlato di pagina nera per la democrazia.

Redazione Avanti!

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