martedì, 20 Agosto, 2019

La Serbia apre al mercato italiano che punta ai Balcani

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La Fca (Fiat Crhysler Automobiles) è stata nei primi cinque mesi del 2019 il secondo esportatore della Serbia con un volume di 252 milioni di euro. L’attività produttiva della azienda Italo americana è stata solo seconda a quella dell’acciaieria di Smederevo, acquistata da un gruppo cinese. La produzione della 500 L, nello stabilimento di Kragujevac, già Zastava, dopo un periodo di transizione nel 2018 dovuto a ristrutturazioni aziendali, è proseguita a buon ritmo permettendo di raggiungere questo eccellente risultato. Le automobili prodotte a Kregujevac raggiungono le loro destinazioni via mare e vengono imbarcate nel vicino porto di Bar, in Montenegro, trasportate da uno spedizioniere triestino, Erich Cossutta, che è Presidente di Confindustria Serbia e Montenegro e che è anche insieme al gruppo Cattaruzza, sempre di Trieste, vincitore della privatizzazione dei servizi del porto montenegrino. Ma la Serbia si sta aprendo sempre di più al mercato italiano. Calzedonia ha triplicato i suoi investimenti aprendo un ulteriore stabilimento, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno rafforzato la loro presenza nel settore finanziario, la Magneti Marelli ha aumentato la produzione, il gruppo Maccaferri, attraverso la Seci, punta a ricavare energia pulita da nuove centrali idroelettriche sul Danubio e sulla Sava, il mondo cooperativo che recentemente con la Lega delle cooperative ha svolto una visita ufficiale a Belgrado alla presenza di alti esponenti del Governo serbo, pensa di aprire nuovi spazi di produzione e vendita. In Vojvodina i terreni agricoli particolarmente fertili sono oggetto dell’ interesse di molte azienda agroalimentari italiane anche per la facilita’ dei collegamenti autostradali. A maggio di questo anno sotto il patrocinio dell’ Ambasciata italiana, e’ stato organizzato a Belgrado un Business Forum che ha ottenuto un grande successo e ha visto la partecipazione di molte imprese italiane del settore delle infrastrutture, dell’ ambiente, delle costruzioni.
Ma che, attraverso la Serbia, si stia muovendo verso il nostro Paese, l’intero mercato dei Balcani occidentali, è confermato dall’apertura a Trieste di un ufficio della Camera di commercio della Serbia con il preciso programma di incrementare ulteriormente le relazioni economiche con il nostro Paese. Una grande opportunità per l’Italia che ha subito l’influenza di Austria e Germania per quanto riguarda gli investimenti in Slovenia e Croazia, ma si trova ora a sfruttare la grande opportunità di rilanciate la sua produzione industriale in Serbia, Paese, tra l’altro, tradizionalmente amico anche per motivi storici e politici.

Alessandro Perelli

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