domenica, 26 Maggio, 2019

La Serbia e la collocazione internazionale

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Ogni sabato, da due mesi a questa parte, in varie città della Serbia , si susseguono manifestazioni di protesta contro il Governo. E’ per certi versi , una situazione paradossale perché i sondaggi fatti negli stessi periodi, danno in aumento i consensi ai partiti di Governo, il Partito del Progresso del Presidente Vucic e il Partito Socialista del vice premier e ministro degli esteri Dacic.

Questa situazione ha portato recentemente a un patto di Alleanza tra i partiti dell’opposizione da quelli dell’ estrema sinistra al partito democratico all’estrema destra. Le critiche al Governo riguardano la situazione economica e il controllo dei media. In realtà la Serbia sta vivendo un momento di grande espansione e di riforme. E rappresenta un territorio in cui sono già giunti massicci investimenti. Un intero quartiere di Belgrado sulla sponda del Danubio verrà ricostruito con denaro arabo, la Cina ha messo gli occhi su vasti terreni agricoli in Vojvodina, la parte nord del Paese, ma anche l’Europa e l’Italia non stanno ferme.

Nel vertice europeo svoltosi a Trieste nel luglio 2017, quarta tappa del cosiddetto “Processo di Berlino”, è stata creata, nella città giuliana la segreteria delle Camere di Commercio dei sei Paesi dei Balcani occidentali (Serbia, Bosnia, Montenegro, Albania, Kosovo e Macedonia)non ancora aderenti all’Unione Europea. Il fine è quello di arrivare a un mercato unico dei Balcani i cui riflessi positivi nel campo economico sono facili da prevedere. Tanto che la Camera di commercio della Serbia ha aperto un ufficio a Trieste e ha iniziato a operare attivamente in tutto il Nord Italia. Con il nostro Paese le relazioni sono favorite anche, oltreché dalla vicinanza geografica, dal fatto dell’atteggiamento amichevole dell’Italia durante e dopo la difficile congiuntura e guerra civile sviluppatesi dopo la fine della Jugoslavia e dalla presenza nel nostro territorio di una folta comunità serba perfettamente integrata soprattutto a Trieste e Vicenza.

Prosegue nel frattempo la marcia di avvicinamento all’Europa con il Governo serbo seriamente impegnato al raggiungimento, in poco tempo, dei parametri richiesti per l’adesione. Un altro settore di forte interessi per gli investimenti è quello dell’energia. La presenza di fiumi come il Danubio e altri sia in Serbia che nella vicina Repubblica Srpska di Bosnia ha attirato l’attenzione di gruppi economici italiani e tedeschi per la produzione di energia pulita.

Rimane aperto il problema della collocazione della Serbia nello scacchiere internazionale, considerati e riconfermati i legami storici e tradizionali con la Russia. Ma ciò , se ben giocato, potrebbe diventare da un problema una risorsa, visto anche la particolare condizione di non dover pagare tassi doganali verso l’immenso mercato russo.

Alessandro Perelli

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