martedì, 22 Ottobre, 2019

La Serbia si rifà il look per entrare in Europa

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Sono due i progetti, fiore all’occhiello, del Governo e dell’amministrazione  comunale  di Belgrado: il progetto “Belgrade waterfront”  e la grande funivia del “Kalemegdan”, la grande fortezza  di Belgrado. Il Presidente  serbo Aleksandar Vucic e il Sindaco Zoran Radojicic stanno giocando una partita decisiva per lo sviluppo e l’ammodernamento  della città.  Il primo, che ha visto proprio recentemente entrare i primi inquilini, anche se i lavori  di realizzazione dureranno  ancora trent’anni,  rappresenta un gigantesco investimento immobiliare sulla riva orientale della Sava, fiume che nasce  in Slovenia e che è uno dei maggiori affluenti del Danubio.

Il progetto  prevede un investimento di 3,5 miliardi di dollari su una zona di 1,8 milioni di metri quadri degradata con edifici e strutture vecchi e consunti per la costruzione  di appartamenti (tra cui la realizzazione di un grattacielo di oltre 200 metri di altezza, il più alto di tutti i Balcani, hotel di lusso , zone ricreative e un enorme centro commerciale. Sarà una società di Abu Dabhi a intervenire finanziariamente  oltre al contributo pubblico e sono previste le creazioni di migliaia  di posti di lavoro. Vi sono state proteste da parte degli attuali residenti relative soprattutto al costo elevato dei nuovi appartamenti e degli architetti per l’accusa  di un eccessivo impatto urbanistico e  cementificatorio ma i lavori stanno proseguendo a buon ritmo.

Il secondo  progetto, questa volta contestato dagli ambientalisti, prevede la costruzione  di una grande  funivia turistica  che collegherà l ‘antica fortezza di Belgrado a un parco sulla sponda opposta della Sava. Il Kalemegdan rappresenta un’attrazione turistica notevole essendo, tra l ‘altro testimonianza delle diverse dominazioni che storicamente hanno interessato Belgrado  con vestigia di origine romana, bizantina, ungherese,  asburgica. Il Presidente  della Repubblica  serba Aleksandar Vucic, vero leader carismatico del Partito del Progresso che ha una larga maggioranza in Parlamento e con i socialisti  di Ivica  Dacic  guida la Nazione, si prepara con queste iniziative, tese a ammodernare la Serbia e combattere la disoccupazione, a affrontare  le elezioni politiche che si terranno probabilmente nella primavera del prossimo anno, insieme con le riforme ancora necessarie per favorire l’adesione all’Unione europea.  Un cammino contestato dall’opposizione che però  nei sondaggi non pare faccia passi significativi  per attirare il consenso del popolo serbo.

Rimane il problema del riconoscimento  e dei rapporti con il Kosovo ma sono in atto ulteriori tentativi  da parte dell’ Europa  per arrivare a una soluzione di compromesso.

Alessandro Perelli 

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