martedì, 29 Settembre, 2020

La sfida del Terzo Settore

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Competizione e collaborazione sono i precetti individuati per gli ETS italiani. Insistiamo affinché ritorni ad essere un vero obiettivo centrale del governo e delle Regioni. Va recuperato il ritardo delle istituzioni, nell’impostazione delle politiche pubbliche e di conseguenza il ritardo culturale essendo TS schiacciato nelle emergenze e a volte soffocato nel disagio di essere ancora uno strumento ” precario di sussidiarietà”.

Ribadiamo invece che Il Terzo settore deve essere un attore essenziale per lo sviluppo e la coesione sociale: “una società civile forte, organizzata, attiva, genera fiducia e aiuta a sviluppare un’economia solida, rafforza i diritti e può combattere le infiltrazioni criminali”(come affermato dal Ministro per la coesione territoriale Giuseppe Provenzano).
All’interno di una vasta riforma e delle sue applicazioni il TS dovrà raccogliere nuove politiche per lo sviluppo del volontariato, dell’associazionismo e dell’inclusione attiva.
Le regioni dovranno recepire – a breve – e applicare la riforma del Terzo settore quale elemento d’integrazione nell’offerta dei servizi al pubblico. Co-attore nella programmazione, progettazione e realizzazione in materia di politiche sociali, in attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale (118 Costituzione), TS si riconnette alle interdipendenze, al diritto alla salute essendo i principali obiettivi delle Regioni, che a questo scopo dovranno riprogrammare iniziative di politica sociale. Solo a questo punto potremmo dire che “Società sostenibile” significa benessere avendo la possibilità di sviluppare e conservare le proprie capacità fisiche, svolgere una soddisfacente vita di relazione, sviluppare al meglio le risorse personali, essere membri attivi della società e poter affrontare positivamente le responsabilità quotidiane. Obiettivi perseguiti attraverso piani di politica sociale e altre iniziative mirate.

Durante la prima fase PANDEMICA abbiamo “toccato con mano” il valore di un tessuto civile robusto nei sistemi socio sanitari, nell’ assistenza, oggi verso una nuova richiesta di protezione sociale in particolare nei confronti degli anziani, dei disabili, delle persone sole e di chi si è trovato senza tetto. Volontari, persone che non si sono mai sottratti ad alti rischi, presentandosi nelle case e nei triage ospedalieri – per molto tempo- a “mani nude”. Evidenziare oggi l’importanza di chi sta in prima fila per combattere marginalità e generare innovazione sociale e garantire la presenza fisica in zone di alto rischio – come si diceva prima – non è solo un riconoscimento è voler investire con la materialità delle cose di cui parliamo proprio quando parliamo di giustizia sociale. Le politiche pubbliche possono e devono fare di più per perseguire questa giustizia e questo è l’impegno condiviso dai Socialisti. Per fare ciò bisogna costruire “alleanze” per riconquistare credibilità e fiducia, abbiamo bisogno che la comunità diventi protagonista. La politica di coesione è l’arte di ricucire i legami con la società che si organizza e si mette in rete per farla funzionare. Per questo è indispensabile costruire interlocuzioni stabili con i soggetti che sono stabilmente prossimi alla comunità più debole, e che non devono soltanto beneficiare di programmi e interventi, ma devono aiutare le istituzioni a progettarli con la strategia per le aree interne delle Città Metropolitane, i fondi europei e buone pratiche di inclusione e innovazione sociale che devono affinare le politiche ordinarie.
Ma cosa succede oggi nei rapporti fra PA ed enti del Terzo settore in relazione agli articoli 55-57 del d. lgs. n. 117/2017 – ministero del Lavoro e delle Politiche sociali a fronte della sentenza 131/2020 della Corte Costituzionale del 26 giugno. Dove la Corte chiarisce aspetti tra pubblica amministrazione e ETS in relazione al dlgs 117/2017 (codice ETS artt 55 e 56 (co-programmazione e co-progettazione). Nel contesto la Corte Costituzionale chiarisce il rapporto tra i Codice dei contratti pubblici e il Codice del Terzo settore tra competizione e collaborazione.

Un rapporto più chiaro quindi tra il Codice dei contratti e il Codice del terzo settore e una differenziazione precisa tra la competizione, la finalità dei mercati concorrenziali, e la collaborazione che deve guidare i rapporti tra PA e ETS, ispirati dalla costituzione sulla parte del principio di sussidiarietà orizzontale. Questa è una nuova occasione per rilanciare tutto il TS in avanti e non indietro.

 

Corrado Oppedisano

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