mercoledì, 21 Ottobre, 2020

La sinistra fredda

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Una notizia buona e una cattiva. La buona: senza passione, senza toccare i sentimenti a sinistra non si vince. La cattiva: i laburisti riscoprono Marx cancellato dalla storia e diventano il primo partito alla ‘Podemos’ aderente al PSE. Delle due, temo sia la seconda a prevalere e temo che gli inglesi non gradiscano. C’è un però. La vittoria di Jeremy Corbyn apre una voragine su almeno un paio di riflessioni. Se si vince addirittura doppiando gli avversari deve esserci un motivo forte. Penso di conoscerlo. L’incapacità del socialismo europeo di leggere i radicali cambiamenti in corso, prigioniero com’è tra una SPD solo governativa e chiusa in un rapporto esclusivo con la Cdu anche al Parlamento Europeo e l’uso di una bussola incapace ormai di orientare in un mondo nuovo. Tecnocrati e burocrati quando dovremmo essere pionieri.
Oggi viviamo una formidabile fase di passaggio, in nulla diversa per dimensioni da quella che sconvolse la transizione della societa’ agricola verso quella industriale. Globalizzazione e società della conoscenza – tecnologica, mobile, flessibile, più fragile e meno strutturata – non si navigano con la bussola medievale degli amalfitani. Siamo stati sopraffatti, impreparati, da un mondo che ci è’ apparso all’improvviso e che invece incubava da tempo. La crisi del ceto medio e le trasformazioni nel mondo del lavoro hanno tolto alle socialdemocrazie la base più larga del consenso. Aggiungo che dentro la paura, dentro l’insicurezza è più facile per i populisti farsi spazio. Nel vuoto che si è aperto, siderale, si e’ infilato il passionale Jeremy Corbyn, il filo marxista Jeremy Corbyn. Vince in questo spazio bianco e vince sulle rovine del Labour, appena sconfitto da Cameron. Vince parlando al cuore di compagni delusi non alla testa degli inglesi. Vince per sfidare, non vince per competere. La passione e’ indispensabile ma da sola muore presto. Eppure, se alla via d’uscita scelta dal laburista eretico non si contrappone un’altra lettura, un secondo romanzo altrettanto passionale ma credibile e dunque realizzabile, il ribaltamento del Labour è un rischio che potrà essere vissuto anche da altri partiti socialisti.
Eccola là, tutta allineata, la sinistra italiana che aveva investito su Tsipras. Dallo stretto di Corinto alla Manica. Sempre alla ricerca di un papa straniero, ma pronta a tradirlo non appena il papa deve fronteggiare la dura realtà del governare. Da stasera gioisce: ha cambiato la foto sul comodino. E questa è la seconda riflessione.
Abbasso Corbyn, viva Corbyn.

Riccardo Nencini

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