sabato, 27 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

LA SINISTRA UNITA VINCE

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Stefano Bonaccini ha respinto l’attacco di Salvini e del centrodestra vincendo con con 8 punti di vantaggio. Con il 51,6% Bonaccini ha superato la metà dei consensi mentre Lucia Borgonzoni, sostenuta dal centrodestra, ha ottenuto il 43,7%. Un vero e proprio tracollo per i Cinquestelle il cui candidato a presidente della Regione, Simone Benini, si ferma al 3,5%. Il Pd con il 34,7% torna a essere il primo partito in Emilia-Romagna, un primato che aveva perso sia alle europee sia alle politiche.

“Il risultato delle elezioni in Emilia-Romagna – ha affermato il segretario del Psi Enzo Maraio – ci consegna dati chiari: c’era chi diceva che era un referendum sul governo ed è evidente che la destra di Salvini lo abbia perso. “Non esiste più l’Italia tripolare e il M5S ne esce distrutto e frammentato. Gli schieramenti sono chiari, torna il bipolarismo del centrosinistra e della destra estrema. Ora la sinistra riformista al governo deve battere i pugni sul tavolo su provvedimenti e temi che fanno bene al Paese”.

“Complimenti a Bonaccini che ha dimostrato, contro ogni previsione, che la sinistra unita può ancora vincere. Il Psi, – ha proseguito riferendosi ai candidati socialisti nella lista Più Europa, Psi, Pri- nonostante non abbia conseguito il risultato che auspicavamo, ha dimostrato, ancora una volta, di essere stato il traino di tutta la lista laico – riformista: i nostri candidati sono primi in quasi tutti i collegi ma questo non è bastato ad eleggere un consigliere regionale. Ora – ha concluso il segretario socialista – rimbocchiamoci le maniche e riscriviamo una pagina nuova”.

 

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Questa “Prima Pagina” mi induce ad alcune considerazioni:

    • Credo non sia facile, per chi non risiede in Emilia Romagna – o non vi ha mai abitato, specie in certe sue zone, vedi i cosiddetti “feudi rossi” – interpretare compiutamente i recenti risultati elettorali, posto che qui, fino a non molto tempo fa, nessuno pensava che la nostra Regione potesse essere contendibile;

    • Vale la pena ricordare che dalle mie parti, all’epoca del socialismo craxiano, i suoi appartenenti o simpatizzanti rischiavano di prendersi del “fascista” o suppergiù, e non a caso il nostro Segretario di allora veniva anche raffigurato con gli stivali stile Ventennio, e tra le fila della “sinistra dominante” ciò non dispiaceva affatto;

    • La mia provincia, e non solo, è stata nel passato una fertile culla del riformismo, fortemente e duramente osteggiato, se non combattuto, dall’ideologia massimalista, il che ha via via sospinto non pochi socialisti verso posizioni cosiddette di “destra” (così perlomeno venivano bollate dai massimalisti);

    • Non a caso, allo stessa maniera venivano “etichettate” anche le posizioni socialdemocratiche, e nel contempo chi, nelle nostre fila, all’indomani di Tangentopoli, guardò con favore al partito del Cavaliere si prese abbastanza spesso del “fascista”, o appellativi abbastanza similari;

    • Se può risultare evidente, come qui si dice, che nel referendum sul governo la destra lo ha perso, va nondimeno tenuto presente che con l’avvento del leaderismo, dopo la fine della Prima Repubblica, è il leader a metterci per solito la faccia nelle competizioni elettorali più importanti, anche col rischio di mancare il risultato sperato;

    • E’ poi tutto da vedere se si può effettivamente parlare di sconfitta per un centro destra che in Emilia Romagna sfiora il 47%, con una Lega al 32%, perché a me pare trattarsi di un risultato ormai piuttosto consolidato e stabile, vuoi per il suo carattere “politico”, ottenuto cioè coi simboli di partito, nonché senza piazze che ti spalleggiano, pur definendosi apartitiche, e senza voto disgiunto;

    • La sinistra riformista potrà forse avvalersi proprio di questo risultato del centro destra, difficilmente trascurabile dagli oppositori, per convincere “l’altra sinistra di governo” ad adottare giustappunto politiche riformiste, e al riguardo vedremo cosa succederà quando il Senato discuterà sull’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex-Ministro degli Interni (i riformisti, che io ricordi, non sono mai stati d’accordo sul contrastare gli avversari politici nelle Aule del Tribunale).

    Paolo B. 28.01.2020

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