mercoledì, 3 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

La situazione esplosiva della rotta balcanica

0

Di giorno in giorno la situazione della rotta balcanica dei migranti diventa più esplosiva nonostante una certa sottovalutazione da parte dell’Europa, più impegnata sugli arrivi dal mare dall’Africa e frutto di valutazioni spesso legate alla contingente logica elettoralistica e alla ricerca di facili consensi. Ci sono attualmente due fronti principali di questa tentata invasione. Il più rilevante è a Bihac in Bosnia Erzegovina sulle cui alture, al confine con la Croazia, si ammassano circa diecimila profughi, suddivisi tra fatiscenti campi di raccolta (veri e propri lager) e accampamenti di fortuna. Sono ormai giornalieri i tentativi di superare irregolarmente i controlli come  le dure reazioni delle forze di polizia e esercito croate anche su donne e bambini criticate dalle ONG internazionali che stanno operando insieme alla Caritas. Recentemente il Difensore civico operante a Zagabria, che è il referente per i diritti dell’uomo, ha ricevuto una denuncia di militari croati (i cui nomi sono stati segretati) che protestavano contro gli ordini ricevuti che contenevano istruzioni che andavano contro la dignità dei profughi.

Rimane l’Italia e il suo confine orientale del Friuli Venezia Giulia il punto di arrivo di questi clandestini ma per arrivare a Trieste, quelli che riescono a introdursi in Croazia, devono ancora superare la Slovenia che ha fatto costruire una rete metallica di cinquanta chilometri a est e ha rafforzato le sue pattuglie di controllo a ovest. Ciò nonostante gli arrivi dei clandestini a Trieste si stanno moltiplicando e il Presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha definito la situazione al limite della sostenibilità annunciando altre misure di controllo sulla linea confinarie. E vi è inoltre il problema dell’accoglienza anche momentanea dei profughi irregolari fermati in Italia con un Cpr a Gradisca assolutamente insufficiente e inadatto e con il problema della qualità dell’assistenza per la drastica riduzione del contributo statale deciso dal Governo Conte Salvini.

Il secondo fronte della rotta balcanica è quello del confine serbo ungherese. Nonostante i muri e i fili spinato disseminati per volere del Premier Orban, si stanno intensificando gli arrivi degli irregolari che vedono l’Ungheria, Paese nell’area Schengen, la tappa ideale per proseguire verso la Germania. Un flusso che ha ripreso vigore negli ultimi tempi causando spesso ripercussioni violente della polizia ungherese. Se non vi sarà una presa di responsabilità da parte dell’Unione Europea evitando individualismi e situazioni di comodo con l’arrivo dell’inverno e l’inevitabile peggioramento della condizioni di sopravvivenza per queste persone saremo di fronte a una bomba a orologeria il cui scoppio sarà inevitabile.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply