domenica, 23 Febbraio, 2020

La socialista Lidia Rolfi: una grave offesa alla memoria

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Indignazione per l’offesa antisemita comparsa a Mondovì (Cuneo) sulla porta di casa di Aldo Rolfi, il figlio di Lidia, la partigiana deportata nel 1944 dai nazisti a Ravensbruck, il più grande campo di concentramento femminile dell’Altreich, a un’ottantina di km da Berlino. Lidia Beccaria Rolfi é stata staffetta partigiana socialista, morta nel 1996, che nel 1978 fu l’autrice della prima opera in lingua italiana sulla deportazione femminile dal titolo “Le donne di Ravensbruck”. La scritta in lingua tedesca. “Qui sta un ebreo” ë stata posta sulla porta della casa del figlio e ricorda quelle delle città tedesche durante la persecuzione nazista, anche se la famiglia Rolfi non è d’origine ebraica. Questo é avvenuto all’indomani della pubblicazione di un articolo di Aldo in occasione del 27 gennaio, anniversario della distruzione dei cancello di Auschwitz e giorno della memoria. Alla famiglia Rolfi vadano i sentimenti di solidarietà più vivi assieme alla protesta e all’indignazione per questi rigurgiti di nazismo da parte della comunità socialista e del giornale Avanti.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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