lunedì, 26 Ottobre, 2020

La strage di Renzi

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Renzi non ha vinto, ha trionfato. Ha distrutto Cuperlo riducendolo a meno della metà di quel che aveva conseguito nel primo atto delle primarie. Sono andati a votare due milioni e mezzo di persone, anche di più di quel che si prevedeva. Renzi è una furia, non risparmia nessuno. Sorride e si diverte quando annuncia fucilazioni in massa. Adesso ha conseguito anche la forza, oltre alla volontà, di farli secchi tutti. Ne ha parlato esplicitamente ieri sera subito dopo la vittoria. Non ci saranno prigionieri. Una strage. Il vecchio gruppo dirigente può andare in pensione. Addio D’Alema, Bersani, Bindi, Marini, Finocchiaro, mentre Veltroni si rivede talmente nel fiorentino da augurargli di non fare la sua stessa fine. Ci sono due ostacoli nella marcia di Matteo, che oggi esulta, sorride, e si aggancia alla logica un po’ barzellettiera di berlusconiana pratica. Il primo è quello del governo. Più Letta tira avanti e più Renzi rischia di perdere il fascino della novità. Ma può un partito mettere in crisi un governo guidato da uno dei suoi maggiori leader? E come? Il secondo è costituito dalla legge elettorale. È evidente che Renzi la collochi al vertice delle priorità, perché gli conviene votare prima possibile e oggi, dopo la sentenza della Corte, una legge elettorale non c’è. Promette la difesa di un bipolarismo che in Italia non esiste e deve fare i conti con la possibilità di introdurre una riforma elettorale che faccia a meno di un premio di maggioranza che, nelle proporzioni attuali, è stato definito incostituzionale. I problemi di Renzi non sono di facile soluzione e anche quelli interni, nonostante a sua volontà di fare una strage, paiono piuttosto complicati. La minoranza accetterà di restare in un partito guidato da un capo assoluto, produrrà una scissione, i gruppi parlamentari, oggi non collocati col segretario, verranno riportati sotto la sua cappella, come reagirà Letta al suo dominio? Sono domande per ora senza risposta, ma costituiscono ostacoli evidenti nella inesorabile marcia del rottamatore.

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