lunedì, 18 Novembre, 2019

La strage dimenticata
di Utøya rivive a teatro

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Strage_degli_innocenti_Utoia_a_teatroÈ il 22 luglio 2011 quando l’assassino Anders Behering Breivik, scatena il delirio uccidendo prima otto persone con un’autobomba ad Oslo, e poi 69 ragazzi laburisti nell’isola di Utøya, il “paradiso nordico”, sede storica dei campus estivi dei socialisti di tutto il mondo.

Breivik, quel giorno, si veste da poliziotto e fingendosi tale chiama prima le vittime:” Venite, sono qui per proteggervi”. E di colpo spara e uccide. Un’azione, studiata per anni nei minimi particolari.

L’obiettivo? Distruggere il partito laburista alla radice. Motivazioni? L’odio contro la politica d’immigrazione e multiculturalista. Ma gli effetti più gravi nei confronti della faccenda , sono quelli creati dai mezzi d’informazione. Prima si avvalora a gran voce la pista islamica. Poi, gradualmente, quando sembra che i fatti vengano a galla, si chiude immediatamente il sipario sui martiri norvegesi. I giornali a malapena ne parlano e alla Camera, avviene solo un breve dibattito in cui i deputati si promettono a se stessi di non pronunciare mai la parola ‘laburista’ o ‘socialista’.

Un silenzio sconcertante e imbarazzante per molti che fa venire molti dubbi a riguardo.

Strage_degli_innocenti_Utoia_a_teatro2A soli quattro anni di distanza dalla strage, i martiri norvegesi messi nel dimenticatoio della storia del Vecchio Continente, sono tornati ‘in vita’ al teatro Magnolfi, a Prato, – in prima nazionale dal 10 al 25 ottobre – con lo spettacolo “Utøya”, da un’idea della regista Serena Sinigaglia, scritto con Edoardo Erba e ispirato al libro “Il silenzio sugli innocenti” di Luca Mariani, e interpretati dagli attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris.

Serena Sinigaglia ed Edoardo Erba hanno cercato di ricostruire la vicenda e restituire la verità ai fatti attraverso la forza del teatro e la poesia, prendendo come protagonisti tre coppie – uomo-donna – , che hanno vissuto e subito in modo diverso la strage.

La prima coppia, rappresenta il tema della fede politica – come spiega la regista Sinigaglia: è formata da un marito e una moglie alto borghesi. La loro figlia di 16 anni è a Utøya per volontà del padre ma la madre avrebbe preferito darla vinta alla figlia e trascorrere un’estate serena.

La seconda è una coppia di contadini che abitano nella fattoria adiacente a quella acquistata da Breivik dove ha preparato la strage. Vedono strani movimenti ma per paura preferiscono rimanere in silenzio. Infine, la terza coppia è quella di un poliziotto e di una poliziotta al molo di Utøya dall’altro lato del lago. Sentono spari e grida di quella mattina di giovani caduti sotto il fuoco dello stragista. Quest’ultima, rappresenta il tema dell’Obbedienza: il poliziotto vieta alla collega di intervenire per ubbidire alle disposizioni di comando.

È un fatto rimosso a livello di coscienza popolare, eppure è un episodio gravissimo. Quella strage è stata fatta non per mano di un terrorista islamico, ma da uno di noi. Quando ho letto l’inchiesta di Mariani, sono rimasta scioccata. Ho deciso di portarlo a teatro, evitando di cadere nel teatro civile o cronachistico. Ho chiamato Edoardo Erba per tirare fuori quello che è sotto, una pagina tragica della storia europea, punteggiata da troppe ombre su come è stata gestita”.

La scenografia è evocativa, si ispira al monumento simbolo della tragedia, che spacca in due l’isola come una ferita. E sul palcoscenico troviamo i due attori Arianna Scommegna e Mattia Fabris che interpretano le tre coppie: “Per loro basta un semplice cambio di giacca per assumere i panni delle tre coppie ed agiscono in un’orazione funebre dedicata ai martiri di una tragedia contemporanea”.

Federica Marazza

Venerdì 6 novembre alla biblioteca comunale di Civitavecchia (RM) alle 16,30, nuova presentazione del libro di Luca Mariani, “Il silenzio sugli innocenti”

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