martedì, 24 Novembre, 2020

LA STRETTA

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Da oggi scatta la “stretta” del governo per frenare la curva dei contagi da coronavirus ed evitare un secondo periodo di chiusura totale. Da oggi bar e ristoranti chiusi dalle 18, stop a palestre, piscine, cinema e teatri, didattica a distanza alle superiori anche oltre il 75%. Giuseppe Conte ha convocato per mercoledì i sindacati, e già oggi è previsto un Consiglio dei ministri sulle misure economiche di sostegno alle categorie danneggiate dalla nuove norme. Il premier parla di “indennizzi già pronti”. Ma non si fermano le proteste che hanno interessato diverse città, prima fra tutte Napoli. Previste oggi manifestazioni anche a Milano e Torino. Insoddisfatti anche molti presidenti di Regioni e sindaci, è critica Confindustria, mentre diverse categorie sono sul piede di guerra.

 

Il segretario del Psi Enzo Maraio lancia l’idea di una tassa di scopo per i giganti del web. “Non è accettabile – ha detto Maraio – che a pagare la crisi siano solo cittadini, liberi professionisti, commercianti e autonomi. È giusto invece che per i colossi del web – Amazon in testa – che stanno avendo un fatturato da record nei mesi della pandemia, si introduca subito una tassa di scopo, così da fare un po’ di cassa, pagare le casse integrazioni e dare sostegno economico ai commercianti.”

 

Contro l’ennesimo Dpcm si schiera Matteo Renzi. “Chiederemo al Premier di modificare il Dpcm – scrive nella sua enews. Serve un piano, una visione, una strategia. Non rincorrere gli eventi, ma prevederli come stiamo dicendo – spesso inascoltati – da mesi. Diremo queste cose in Parlamento, al Premier Conte – che sosteniamo – sperando che ci ascolti e che cambi il Dpcm, nella parte su ristoratori, luoghi di cultura e attività sportiva”.

“Teresa Bellanova, da ministra delegata, sta combattendo per i ristoranti e soprattutto per la filiera collegata. Elena Bonetti, da professoressa universitaria prima ancora che da ministra, sta chiedendo quali siano i modelli matematici che supportano le decisioni del Governo. Alcuni amici hanno lanciato una petizione per tenere aperti i luoghi di cultura e le palestre”. E aggiunge: “Per noi servono le 4T: tamponi rapidi, terapie intensive, trasporti e tracciamento. E queste cose dipendono dalle istituzioni, non dai cittadini”.

Intanto è atteso il nuovo decreto che dovrà sostenere le imprese che chiudono. Si terrà probabilmente domani il Consiglio dei ministri che dovrà varare il decreto ristoro, nel quale il governo inserirà gli indennizzi per le categorie più colpite dalle misure restrittive del Dpcm in vigore da oggi.

 

“Il fondo perduto a cui stiamo lavorando nel decreto “ristori” andrà dal 100% al 200% del calo del fatturato. In sostanza da 3 a 6 volte la percentuale garantita con il decreto rilancio”. Spiega la vice ministro dell’Economia Laura Castelli. “Un supporto immediato a tutte quelle attività che, per le disposizioni del Dpcm, dovranno chiudere o limitare gli orari di apertura”, aggiunge Castelli che aggiunge: “Stiamo chiedendo loro un grande sacrificio per garantire il benessere di tutti. E’ giusto che lo Stato si schieri dalla loro parte”.

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