lunedì, 18 Novembre, 2019

La svolta dell’Europa in un convegno sull’euro

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Oggi al CNEL si è svolto un interessante convegno dal titolo “La svolta dell’Europa: euro, patto di stabilità, fisco, coesione sociale, sostenibilità ambientale”.
All’iniziativa promossa dalla Fondazione Bruno Buozzi hanno partecipato Giorgio Benvenuto, Gianni Pittella, Felice Besostri, Bruno Bugli, Pierluigi Sorti, Franco Ottaviani ed il Prof. Lino Saccà.
Con molta competenza e lucidità, i relatori hanno messo a fuoco le diverse problematiche esistenti con particolare attenzione ai possibili sviluppi che potrebbero scaturire dai nuovi rappresentanti alla guida delle istituzioni dell’Unione europea.
Sostanzialmente sono emersi due concetti condivisi da tutti i relatori: la necessità di proseguire l’integrazione dell’Unione europea verso l’unione politica ed il ritorno dell’Italia ad un ruolo di primo piano sulla scena della politica europea. Per l’Italia, il momento dovrebbe essere favorevole poiché per la prima volta, con l’on. Paolo Gentiloni, un italiano ha ottenuto la presidenza della Commissione per gli affari economici.
Giorgio Benvenuto, che ha svolto il ruolo di moderatore, ha segnalato le più significative disomogeneità esistenti tra i Paesi dell’Unione, dai diritti dei lavoratori a quelli fiscali, sostenendo la necessità del loro superamento. Per Giorgio Benvenuto andrebbe superata la politica di austerità di Barroso e Juncker con una politica più espansiva e riformista. Inoltre, gli attuali pesi di rappresentatività delle Istituzioni dell’Ue, andrebbero modificate dando maggiore peso al Parlamento europeo rispetto alla Commissione europea ed al Consiglio dei Paesi aderenti.

Bruno Bugli, ha ricordato l’importanza che ha avuto l’Unione europea, garanzia del più lungo periodo di pace nel continente per tre quarti di secolo. Ha invitato ad una maggiore fiducia verso l’Unione europea. Allo stesso tempo ha segnalato lo scarso utilizzo in Italia dei fondi e delle opportunità messe a disposizione dalla Comunità europea. Quindi, la necessità di andare avanti ampliando gli strumenti di tutela e di sostegno solidale per i disoccupati e per l’ambiente. Secondo Bugli il disastro ambientale potrebbe essere causa di migrazioni di massa di enorme entità, ben maggiore rispetto a quanto stiamo assistendo. Anche Bruno Bugli ha insistito fortemente sulla necessità di proseguire nella realizzazione della Costituzione europea.

Pierluigi Sorti ha incentrato il suo intervento sull’Euro e sulla fissazione del rapporto di cambio con la lira chiedendosi se non si sarebbe potuto stabilire un cambio più favorevole anziché 1936,27 lire per un euro.
Giovanni Pittella ha ricordato come nelle ultime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, le forze populiste e sovraniste con tendenze antieuropeiste hanno ottenuto una forte avanzata ma non hanno superato i partiti europeisti che hanno mantenuto la maggioranza. L’on. Pittella ha ribadito la necessità di portare avanti una politica riformista. Tuttavia ritiene indispensabile il patto di stabilità, ma anche la necessità di un bilancio differenziato tra i Paesi appartenenti all’area euro da quello con tutti gli altri Paesi. Non sono mancate le critiche alla politica salviniana definendola “un suicidio per l’Italia”. Il senatore Giovanni Pittella ha manifestato la necessità per l’Italia di ricostruire un grande asse con Francia e Germania senza trascurare la Spagna, la Grecia ed il Portogallo.
Felice Besostri ha sottolineato le manchevolezze del governo di centrodestra che ha disatteso il controllo sul doppio prezzo in lire ed in euro subito dopo l’entrata in vigore della moneta europea con gli effetti di raddoppio dei prezzi al consumo quando invece stipendi e pensioni restavano fermamente ancorati al valore preesistente. Per l’on. Besostri il vero problema non sarebbe quello tra sovranisti ed europeisti, bensì sulle scelte politiche, compreso anche le norme elettorali che con il sistema dello sbarramento finiscono per escludere la rappresentatività parlamentare a numerosi gruppi di cittadini riducendo l’esercizio della democrazia politica.

Franco Ottaviani ha evidenziato l’importanza, senz’altro anche di tipo simbolico, degli accordi sottoscritti recentemente a Malta sugli immigrati. Anche se rispetto ai sovranisti, l’elettorato europeista è risultato ancora in maggioranza, tuttavia, per Ottaviani non bisognerà abbassare la guardia. Quindi bisognerà chiedersi quale Europa vogliamo e far crescere l’anima culturale dell’Europa.

Infine, il Prof. Lino Saccà, con ottimismo, ha posto l’accento sui processi di integrazione europea. Ha ricordato che il prossimo Consiglio europeo (17 e 18 ottobre prossimi) dovrebbe portare avanti un’agenda strategica della politica europea. L’Unità monetaria è stato sicuramente un grande progresso e ne sono derivati molteplici benefici. Per il prof. Saccà, dovrebbero essere maturi i tempi per raggiungere quell’unità politica che possa guidare sia la politica monetaria che quella fiscale. Per uno sviluppo economico di lungo periodo sarebbe auspicabile una crescita economica del 3%. Ma, secondo Lino Saccà è necessario superare gli egoismi nazionali. Poi riferendosi all’Italia ha sostenuto che finora la presenza demografica e la posizione geografica hanno salvato l’Italia, ma questo non basta e bisognerebbe investire nella ricerca. Il primo investimento dovrebbe riguardare la scuola e la formazione scolastica. Anche il sindacato potrebbe avere un grande ruolo portando avanti queste esigenze. L’obiettivo sarebbe quello di consentire all’Italia una maggiore competitività almeno tra i Paesi dell’Ue. Il Prof, Saccà ha anche ricordato il ruolo del Presidente Mattarella nel ricucire ottimi rapporti con il Presidente della Germania e con il francese Macron. Se da un lato l’integrazione europea va sviluppata dal Mediterraneo ai Paesi dell’Est, la Brexit è un grande danno. In tal senso il prof. Saccà vedrebbe positivamente una più decisa presa di posizione di Corbyn per il ‘Remain’.

Nelle sue conclusioni, Giorgio Benvenuto ritiene opportuno un deciso ritorno alle politiche riformatrici ed ha criticato coloro che hanno utilizzato l’Unione Europea come capro espiatorio per le proprie lacune governative. Così si alimenterebbero le spinte antieuropeiste o peggio ancora quelle che mettono in discussione le libertà democratiche. Per Giorgio Benvenuto è di fondamentale importanza un’Europa che sappia dare dignità alla persona.
Benvenuto ha preannunciato che il convegno di oggi non è fine a se stesso, ma ne seguiranno altri sullo stesso tema con il coinvolgimento del movimento europeista, la Fondazione Di Vittorio, la Fondazione Pastore e la stessa Fondazione Buozzi.
Dunque, grandi speranze per l’Europa, per l’umanità e per il mondo stanno per aprirsi. Con coraggio ed unità di intenti è doveroso richiamare tutte le coscienze socialiste ad impegnarci attorno ad un nuovo grande progetto in cui tutte le coscienze e gli uomini migliori potranno essere protagonisti.

Salvatore Rondello

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