giovedì, 28 Maggio, 2020

La svolta di Budapest, prove di autoritarismo in Europa

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Non si erano mai contraddistinti ‘democraticamente’ negli ultimi tempi, ma i magiari adesso provano a tirare le lancette indietro per gestire l’emergenza Coronavirus.
Hanno votato a favore tutti i parlamentari della Fidesz – il partito di maggioranza sovranista guidato da Orbán, attualmente sospeso dal Partito popolare europeo ma non escluso – e alcuni deputati di estrema destra. Ai termini della legge Viktor Orbán – al potere dall’aprile 2010, e rieletto due volte – può da questo momento governare per decreto per quanto a lungo vorrà, chiudere il Parlamento stesso senza limiti di tempo oltre i quali dovrebbe riaprirlo, cambiare come vuole o sospendere leggi in vigore e rinviare cancellare o vietare ogni elezione.

Solo al premier in persona spetta e spetterà decidere quando lo stato d’emergenza, ufficialmente motivato dalla priorità alla lotta al coronavirus, avrà fine.

Orbán potrà anche introdurre a sua scelta, sempre in corsa e per decreto, anche nuove misure restrittive piú drastiche, senza appunto chiedere l’avallo dei legislatori. L’alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso la sua più allarmata preoccupazione per la svolta di Budapest, e il Consiglio d’Europa ha ammonito che “uno Stato d’emergenza illimitato e incondizionato non può garantire il rispetto di regole e valori della democrazia”.

Con il pretesto della “priorità assoluta alla salute pubblica e all’imperativo di fermare la diffusione del coronavirus”, il potere sovranista, controllerà a tutto tondo la nazione, le aziende e anche i mezzi di informazione, ormai nelle mani degli oligarchi.

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