mercoledì, 23 Ottobre, 2019

LA TREGUA

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Continuano a rincorrersi voci di un rimpasto per tenere in piedi un Governo che ormai mostra tutte le crepe di un Vicepremier e Ministro degli Interni che ha ormai in mano il comando di tutto l’Esecutivo. A farne le spese non potrebbe essere altro che l’alleato e quindi il Movimento cinque stelle.
Secondo le indiscrezioni le prime teste a cadere dovrebbero essere proprio quelle dei ministri pentastellati in punti chiave: Infrastrutture (Toninelli), Sanità (Grillo) e Difesa (Trenta). Dubbi anche sulla Castelli che ha fatto non poche gaffe e ha fatto più volte storcere il naso il ministro Tria. Di Maio delega inoltre Salvini per indicare il nome del futuro commissario europeo: va bene Giancarlo Giorgetti o chi la Lega indicherà.
Ma da parte del Movimento si nega la possibilità di un rimpasto, a dirlo è proprio il Capo politico appena riconfermato Luigi Di Maio.
“Ieri con Salvini non abbiamo parlato di ruoli o di rimpasto, abbiamo parlato delle cose da fare, dal salario minimo, abbassare le tasse e del rapporto da tenere con l’Europa”. Lo ha detto il ministro e vicepremier Luigi Di Maio, ospite di Radio24. Poi, ha ricordato anche che “si deve nominare il ministro per gli Affari Europei nelle prossime settimane e riempire i posti vacanti dei sottosegretari. Parleremo anche della nomina del nuovo commissario europeo, un commissario italiano che debba difendere le nostre imprese”, ha aggiunto. “Noi vogliamo favorire la crescita e per farlo dobbiamo favorire quella demografica. Non credo che in questo momento la differenza sulla finanza pubblica italiana la faccia quel miliardo che si risparmia sul reddito di cittadinanza”, ha chiosato il vicepremier grillino.
Di Maio però è ormai disposto a tutto per non indispettire l’alleato e restare in un Esecutivo dove vive di luce riflessa. Dopo giorni di toni aspri e piccoli strappi che Di Maio ha sempre provato a ricucire, oggi i due vicepremier si sono visti: un’ora di colloquio per dirsi che l’esecutivo può e deve andare avanti. Se davvero accadrà, ancora non v’è certezza.
“Il governo deve andare avanti”. Lo scrivono in una nota congiunta, quasi fosse un imperativo categorico. Matteo Salvini e Luigi Di Maio si vedono. Il primo faccia a faccia di cui si abbia notizia da due mesi mentre si dicono pronti a vedere il loro Premier lunedì. Sarà Giuseppe Conte a dire se i suoi vice lo convincono.
Tuttavia sarebbe il via libera al rimpasto sarebbe il segnale inequivocabile che il governo durerà. E se questo confermerebbe il ruolo di stampella del Movimento sarebbe però un’occasione per Di Maio per liberarsi del suo ‘antagonista’ Di Battista che entrando nel governo finirebbe per esserne coinvolto.

Neo frattempo si aspetta una legge di Bilancio.

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