martedì, 25 Giugno, 2019

La troika c’è, farà i compiti a casa a Bruxelles!

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La manovra è andata in porto, ha premiato la scelta del male minore. Il merito va alla componente quirinalizia (Conte, Tria,Moavero, Savona) che ci ha evitato la procedura d’infrazione. Convitato di pietra Macron, messo con le spalle al muro, costretto ad una manovra alla Di Maio per dividere il fronte opposto, insomma un aiuto insperato che ha indotto la Commissione a non forzare la mano sull’Italia. Il commento giustificativo della maggioranza giallo-verde è stato: abbiamo evitato la procedura d’infrazione che avrebbe infiammato i mercati, fatto salire a dismisura lo spread e aperta la strada alla troika, un vero e proprio commissariamento. L’operazione di sgonfiamento dei due punti più qualificanti della manovra, riforma della Fornero e reddito di cittadinanza sono stati portati avanti ricorrendo all’anestesia.

Quelle clausole di 23 miliardi sull’IVA costituiscono un’ipoteca di enormi proporzioni che scatteranno non appena la crescita ipotizzata dell’1,50 % si dimostrerà una promessa effimera, così come si sono espresse tutte le più autorevoli sedi finanziarie. Con le verifiche trimestrali ed i sensori di accertamento in effetti possiamo dire che la troika c’è ma non si vede, farà i compiti a casa a Bruxelles pronta ad intervenire. Chi invece si vede nella vicenda, ma è come se non ci fosse, è il Parlamento, che non tocca palla, messa in campo all’ultimo momento ricorrendo alla fiducia, perché nessuno ci legga dentro e si metta di traverso. La stessa emergenza reclamizzata di evitare l’esercizio provvisorio, certamente paralizzante per l’attività di governo, se ridotta a pochi giorni, secondo gli esperti, avrebbe consentito senza i danni temuti, di salvaguardare la dignità del Parlamento, la cui centralità conclamata dal Presidente Fico, ha subito la più dura smentita dell’epoca repubblicana. Con queste premesse a scadenze fisse tutto è possibile, crisi di governo prima o dopo le europee, elezioni anticipate, governo del Presidente. Tutto finisce per ricadere sulle spalle di Mattarella ed è lecito ricordare all’opposizione, segnatamente al PD:” Ma non è il Presidente che voi avete espresso e guarda caso ha il più alto gradimento nell’opinione pubblica rispetto a tutti gli altri rappresentanti politici ed istituzionali?”

Roca

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