sabato, 24 Ottobre, 2020

La truffa del calcio in epoca di coronavirus

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Tutto giusto, tutto opportuno. Parlo dei divieti e delle restrizioni introdotte anche nel mondo dello sport per combattere efficacemente l’epidemia del coronavirus, che in questo momento, e siamo alle 19 e 30 del 25 marzo, ha colpito circa 330 italiani, mietendo 11 vittime (ma tutte con patologie precedenti). Per ora sembra tutto sotto controllo anche se la percentuale dei decessi (del 3%) é un po’ alta, ma da mettere in relazione con l’età avanzata della popolazione colpita. Le percentuali di guarigioni nel mondo si attestano attorno al 95%. Per molti casi il virus assomiglia a una semplice influenza passeggera. Resta il fatto che ogni misura che possa circoscriverla é da sostenere. Anche quella di rinviare partite di calcio o di giocarle a porte chiuse. Secondo quanto anticipato dalla Lega si giocheranno a porte chiuse tra sabato, domenica e lunedì prossimi sei partite, nelle città che risiedono nelle regioni finora colpite e con pazienti tuttora ricoverati o in casa o in strutture pubbliche o private. Si tratta delle gare che si giocheranno a Milano (il Milan), Parma, Reggio Emilia (il Sassuolo), Genova (la Sampdoria), Torino (Juventus-Inter) e Udine. E francamente non si capisce, nel caos istituzionale del rapporto stato-regioni, il motivo di una decisione del governatore Fedriga che, in barba alle scelte del governo, ha deliberato di evitare tutte le gare del Friuli anche se la sua regione non é stata colpita in nessun modo. Misteri italiani…. Quello che sconcerta é la decisione dei club, tranne il Milan, di non rimborsare i tifosi che hanno acquistato il biglietto, come ha fatto anche l’Inter ai trentamila tifosi che hanno comprato il tagliando per la partita di ritorno di Europa League con il Ludogorest. Salta agli occhi la truffa ai danni dei sostenitori. Pare che sia consentita da un cavillo che esclude il rimborso dei biglietti in caso di gara a porte chiuse. Sarebbe interessante capire dove sta scritto e se sia stato comunicato agli sportivi al momento dell’acquisto del tagliando. Penso in particolare alla maxi truffa in occasione della gara di cartello tra Juventus e Inter con lo stadio esaurito da giorni e con biglietti che oscillavano tra i 70 e i 300 euro. Ebbene, costoro, dopo avere speso una cifra che dovrebbe fruttare un incasso complessivo di circa 4 milioni di euro, non potranno recarsi allo stadio e assistere alla gara nel posto prenotato. I paganti dovranno pagare per un match senza poterlo vedere. Siamo in Italia e tutto può succedere. Ma che nessuno degli organi di informazione, che pure hanno dato senza commento la notizia, si ribelli, appare oltremodo sconcertante. L’Avanti é pronto ad appoggiare tutti i ricorsi degli sportivi che intendono difendere i loro elementari diritti. E tutte le azioni che le associazioni di difesa dei consumatori intenderanno mettere in atto.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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