lunedì, 1 Giugno, 2020

La “via della seta” passa per gli scali portuali del Nord Adriatico

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La ” via della seta” passa per gli scali portuali del Nord Adriatico. La Cina guarda a Trieste, Capodistria e Fiume come terminali per la sue navi che trasportano merci e prodotti per l’ intera Europa. Dopo gli accordi con il Governo italiano che riguardano il porto di Genova ma soprattutto il porto di Trieste con investimenti di miliardi di euro per le banchine e i collegamenti, dopo gli interventi sul porto sloveno di Capodistria (Koper), i cinesi si sono concentrati sulla parte croata del bacino del Nord Adriatico e cioè sullo scalo di Fiume (Rijeka). Negli ultimi due decenni lo scalo croato ha perso molto in competitività con quello giuliano e quello sloveno. Alla perdita di traffici si sono aggiunte carenze strutturali e la poca attenzione del Governo di Zagabria che non ha provveduto alla realizzazione di infrastrutture indispensabili per l’ operatività e i collegamenti. Ma ecco che negli ultimi tempi proprio le opportunità offerte dalla ” via della seta” hanno ridato slancio all’ intervento statale anche per quanto riguarda i tempi di effettuazione degli interventi. Si e’ appena chiusa la gara per la gestione del nuovo terminal container la cui costruzione e’ stata fatta da un consorzio di ditte italiane. Due sono i consorzi tra cui verrà scelto il vincitore. Uno, guarda caso, tutto cinese che comprende anche l’ azienda che attualmente sta costruendo il ponte di Sabbioncello, infrastruttura indispensabile per fare rimanere il tracciato della autostrada Fiume- Dubrovnik in terra croata senza sconfinare in territorio bosniaco. Un altro olandese croato.

L’aggiudicazione si giocherà ovviamente sull’offerta più remunerativa con particolare attenzione non solamente alla tassa di concessione ma anche alla garanzia di completare il lavoro con altri 280 metri di banchina da realizzare in aggiunta al terminal container. D’altra parte il Governo croato si è impegnato a costruire rapidamente la strada che collega il terminal alla tangenziale di Fiume da cui poi ci si potrà immettere nell’autostrada per Zagabria e quindi il centro Europa. Non vengono trascurati i collegamenti ferroviari con un intervento previsto per il rafforzamento della ferrovia che collega Fiume con l’Ungheria. Anche questi interventi sono stati decisi proprio nell’ottica di un rafforzamento dello scalo portuale di Fiume, rafforzamento tra l’ altro, necessario ad assicurare ai porti dell’alto Adriatico la necessaria capacità ricettiva per l’ utilizzo cinese, capacità che Trieste e Capodistria da sole non riescono a soddisfare completamente.

Alessandro Perelli

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