sabato, 11 Luglio, 2020

La via maestra della sinistra democratica

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Nel dibattito che è seguito al mio ricordo del sociologo riformista Luciano Pellicani e del suo libro “Lenin e Hitler – I due volti del totalitarismo” che lo studioso venne a presentare anche a Trento, si è inserito il commento del ‘comunista internazionalista’ Dario Andreis, pubblicato dal “Trentino” sotto il titolo “Ma Stalin è ben altra cosa rispetto a Lenin”. Non cerco di aver facile ragione in questo confronto con cui ho inteso ribadire che per la sinistra la via giusta da seguire – come indicò Pellicani – non è mai stata quella leninista/comunista ma sarebbe stata quella socialista democratica. Ma a proposito dell’articolo di Andreis, vorrei confermare che generazioni di propagandisti hanno cercato di salvaguardare Lenin disgiungendolo dai crimini staliniani, finché non è arrivato lo scrittore perseguitato Aleksandr Solženicyn a dichiarare: «Non è mai esistito lo stalinismo. Lo inventò nel 1956 il nuovo leader dell’Urss Krusciov per addossare i difetti centrali del comunismo a Stalin e la mossa riuscì. In realtà fu Lenin a fondare la struttura politica russa, ben prima che Stalin arrivasse al potere». Lo ha ben ribadito Gianni Riotta sul giornale ‘La Stampa’ del recente 22 aprile 2020. Con ciò Solženicyn recise il nodo che, per decenni, aveva avvinto in una tragica illusione milioni di militanti e di intellettuali servili. Ha descritto bene questa condizione anche un precedente importante commento dello storico Paolo Mieli del 27 luglio 2010 intitolato “Lenin maestro di Stalin nella pratica del terrore”.

Nicola Zoller
Segretario Psi del Trentino-Alto Adige

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