sabato, 24 Ottobre, 2020

La vita, la libertà e la ragione

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Inutile girarci intorno. Se c’era bisogno di qualcosa che testimoniasse che mai come ora il mondo é unito, e lo ha sostenuto giustamente papa Francesco nella sua enciclica Fratelli tutti, il Covid ne é eloquente testimonianza. Mai prima d’ora, un’epidemia, neppure la devastante spagnola del 1918-1920, era divenuta pandemia nel senso letterale della parola. Cioè una malattia che non conosce frontiere, razze, stili di vita, differenze tra paesi sviluppati e sottosviluppati. In misura diversa, ma il Covid ha toccato proprio tutti. Esploso in Cina, ancora non si sa esattamente come (da un mercato o da un laboratorio?) si é poi rapidamente diffuso prima nei paesi vicini e poi gradualmente nel resto del pianeta. Quasi 40milioni di contagiati, oltre un milione di morti, sono numeri che destano preoccupazione e paura. Trump ha accusato la Cina di essere responsabile di questa catastrofe. Se volessimo riproporre l’assurda, ma a volte mica tanto, teoria del cui prodest, che spesso si applicava durante gli anni di piombo in Italia, potremmo addirittura ipotizzare che questa epidemia sia stata una sorta di dichiarazione di guerra della Cina al mondo intero, visto che il prodotto interno cinese resta oggi l’unico abbondantemente sopra lo zero, mentre per il prossimo anno é previsto un forte balzo attorno all’8%, mentre tutti gli altri grandi paesi affondano in una preoccupante recessione. E questo a fronte di un sostanziale superamento dell’epidemia a Wuhan dove tutto é cominciato e della distribuzione di un vaccino, il primo e pare anche efficace, da parte del governo di Pechino. Alla fine, ma non siamo purtroppo alla fine, la Cina é l’unico paese che da questo drammatica emergenza ci sta guadagnando. E parecchio. Credo però che questo modo di ragionare, tutto deduttivo, rischierebbe di portarci lontano. C’é poi, sempre ragionando così, un altro suggestivo anello della catena innescata dalla malattia. Ed é il perverso gioco del potere. Venticinque anni fa si parlava di un intreccio inesorabile tra magistratura e informazione, come invincibile tecnica di un moderno colpo di stato. Oggi si potrebbe ipotizzare un rapporto forse anche più invulnerabile tra medicina e informazione, capace di presentare verità che nessuno può contestare. Se nel primo caso era in gioco la libertà nel secondo é in palio la vita. Dunque si tratta di un potere ancora più assoluto e impenetrabile. I negazionisti sono probabilmente gente senza testa, così come mi pare che alla testa spesso rinuncino coloro che prendono i dati giornalieri senza riflettere. Personalmente mi trovo, e non da oggi, sulle identiche posizioni espresse da Massimo Cacciari. Signori della medicina e signori dell’informazione, ci volete trattare da esseri dotati di intelligenza e capaci di ragionare? Lo dico in riferimento ai quotidiani dispacci di nuovi contagiati e di morti. Una continua e terrificante iniezione di paura. Ma se a marzo i contagiati erano 6mila su 20mila tamponi e i morti 800 ci volete dire la verità? Che poi di quando in quando, sia pure a denti stretti, viene svelata. Perché se oggi su 170mila tamponi i contagiati sono 8mila e i morti 80 qualcosa non quadra. Il paragone non tiene. Evidentemente i contagiati di marzo non erano 6mila ma 60mila, oppure il virus di marzo non é quello di oggi. Ma se l’informazione non se lo chiede, se non pretende chiarezza, allora tutto resta avvolto da un’impenetrabile coltre di silenzio. E di opacità, voluta o meno. Così si stabiliscono, un po’ ovunque, bollettini di guerra al Covid, con dichiarazioni da stato di emergenza, per ora però solo in Italia e nell’Ungheria di Orban, segnati da divieti, controlli, e adottando strumenti che paiono decisamente incostituzionali come il dpcm del governo Conte. Che non si possa limitare la libertà degli italiani con un dpcm che é di norma solo provvedimento a carattere amministrativo lo ha apertamente sostenuto l’ex presidente della Corte Baldassarre. Oltretutto non si comprende il motivo di preferirlo al decreto legge che, come il dpcm, é immediatamente operativo e poi, però, deve essere convertito definitivamente da un voto del Parlamento. Sospendere sia pure transitoriamente, ma quando finirà l’emergenza non é tuttora chiaro, la Costituzione della Repubblica, a me pare pericoloso e oltretutto inutile. E che dire della decisione dello sceriffo De Luca di chiudere le scuole in Campania? Parliamo di scuole anche e soprattutto statali. Ma é una decisione lecita? E se sì che devono fare le altre regioni? Comportarsi in egual modo o essere accusate, dopo qualche caso di troppo, di non aver fatto altrettanto? Nel rapporto non sempre lineare tra virologi e informazione, si staglia anche quello decisamente anomalo tra regioni e stato centrale. Il segretario del Psi Maraio ha proposto che la sanità torni ad essere competenza dello stato. E’ una bella battaglia dei socialisti. E non sarebbe sbagliata.

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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