mercoledì, 17 Luglio, 2019

LA VOCE DELLA PIAZZA

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Sciopero-trasporti-scontri

Disagi in tutte le città per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. L’Italia si è fermata e non sono mancati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Per i sindacati, l’adesione ha superato di molto il 60%; affollatissime le 54 piazze dove si sono tenuti i cortei e le manifestazioni.

Nei trasporti lo sciopero ha registrato notevoli cancellazioni in tutti gli aeroporti, con oltre il 50% dei voli Alitalia cancellati preventivamente a Fiumicino e 35 delle altre compagnie, a Linate cancellati 110 voli, a Malpensa 140.

Il perché della protesta lo ha spiegato Susanna Camusso, leader della Cgil: “E’ una scelta del governo se continuare a provare a innescare il conflitto oppure se sceglie di discutere. Deve essere chiaro che noi non ci fermiamo. Continueremo a contrastare le scelte sbagliate per aver una prospettiva di lavoro in questo paese”. Da parte sua, Carmelo Barbagallo leader della Uil ha affermato: “Faremo una nuova resistenza e questa piazza dimostra che ce la faremo”.

Sullo sciopero è intervenuto anche il Capo dello Stato: “Io non entro, ovviamente, nel merito delle ragioni degli uni o degli altri. Mi auguro che si discutano sia le decisioni già prese, come quella della legge di riforma del mercato del lavoro, sia da prendere, soprattutto per il rilancio dell’economia e dell’occupazione in un contesto europeo, che si trovi la via di una discussione pacata”, ha detto Giorgio Napolitano.

Matteo Renzi ha commentato da Ankara: “I politici debbono avere il coraggio di fare le riforme, soprattutto in Italia dove è necessario cambiare”. Parlando al Forum economico italo-turco, il premier ha rilanciato il tema del governo su Pubblica Amministrazione, fisco e giustizia ed è tornato a ricordare che “se cambiamo le cose davvero i nostri figli saranno orgogliosi di noi”. Il governo infatti ha intenzione di andare avanti con le riforme, ma “ascoltiamo quello che la piazza ci dice”, ha commentato il ministro del Lavoro Giuliano Poletti da Bruxelles. “Siamo determinati a realizzare le riforme – ha detto – ma questo non ci impedisce di tenere conto che un numero importante di cittadini ha aderito a questo sciopero e quindi ci ha voluto mandare un messaggio: è doveroso ascoltarlo e riflettere su quello che i cittadini hanno voluto dire al governo”.

Per Pippo Civati invece le piazze dello sciopero generale pongono al Pd un “grosso problema di rappresentanza politica. Dopo aver votato contro il Jobs act, ho partecipato al corteo a Milano: ho passato la giornata a confrontarmi con i lavoratori e discutere con loro. Tra i manifestanti – ha continuato Civati – c’erano molti elettori del Pd, persone che dicono che non vogliono votarlo più. Da loro ho sentito parole molto dure contro il governo. Ma io vorrei che queste persone venissero alle manifestazioni con noi, non contro di noi”.

Sempre dal Pd sono arrivati altri commenti come quello di Alfredo D’Attorre: “Ho partecipato al corteo sindacale con Fassina e Cuperlo: manteniamo un rapporto con un pezzo largo di mondo della sinistra. Renzi dovrebbe perfino ringraziare chi in questa fase si sta prodigando per impedire una definitiva lacerazione tra Pd e mondo del lavoro”.

Piccolo incidente per Massimo D’Alema che si è trovato in mezzo al corteo dopo una visita al sindaco di Bari. “Vattene via”, gli hanno gridato alcuni partecipanti allo sciopero. “I sindacati a mio giudizio – ha detto D’Alema – svolgono un ruolo prezioso e non andrebbero insultati. Fino a quando fortunatamente ci sono i sindacati che organizzano le manifestazioni – ha aggiunto – questo è un elemento di tenuta democratica”. D’Alema, sottolineando che “i partiti in questo momento sono più in difficoltà”, ha precisato “che il sentimento delle persone è comprensibile. Senza una ripresa sostenuta degli investimenti, senza una nuova politica industriale non ci sarà una ripresa. La riforma del mercato del lavoro – ha concluso – non produce posti di lavoro. Questo non lo può pensare nessuno e infatti non lo pensa nessuno”.

Tafferugli si sono verificati a Milano dove sono complessivamente 11 i feriti tra le forze dell’ordine nei tafferugli scoppiati in piazza Duca D’Aosta. Si tratta di sei contusi del reparto mobile della Polizia e cinque carabinieri. Anche a Torino ci sono stati scontri tra studenti e forze dell’ordine e otto persone sono state fermate dalla polizia.

Ginevra Matiz

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