mercoledì, 23 Ottobre, 2019

“Laboratorio edili”, l’Inail prepara i reclusi al reinserimento sociale

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Rubrica-DIRITTIeLAVOROÈ terminata con successo alla fine di settembre la prima edizione di “Laboratorio Edili”, il progetto rivolto a 45 giovani detenuti del carcere minorile dell’isola di Nisida, che sono stati formati al mestiere di operaio edile polivalente, in grado cioè di lavorare a 360 gradi: dal pittore all’intonacatore, dal decoratore al restauratore. L’iniziativa, frutto di un protocollo d’intesa siglato tra la direzione regionale dell’Inail, il ministero della Giustizia e l’Associazione costruttori edili di Napoli (Acen), punta al contrasto del rischio di devianza minorile attraverso il reinserimento sociale. Il progetto è stato articolato in tre sessioni: promozione e sensibilizzazione ai temi della sicurezza nei luoghi di lavoro, formazione, e monitoraggio e valutazione. Il corso ha fornito informazioni sulla sicurezza sul lavoro con 25 ore di teoria e 200 ore di pratica in piccoli cantieri allestiti all’interno del penitenziario.

Il risultato è stato lo splendido restauro dei seminterrati del monastero benedettino risalente al 1600, che oggi ospita l’istituto di pena. Come sottolineato dal direttore regionale dell’Inail, Emidio Silenzi, nel corso dell’evento di presentazione dei risultati del progetto, l’Ente assicuratore “porta avanti il suo impegno sulla prevenzione ritenendo che il rispetto delle regole nell’ambiente di lavoro sia da equiparare al rispetto delle regole nella vita sociale. In questo modo queste persone svantaggiate possono recuperare una regolarità nello svolgimento delle loro attività”. Silenzi ha anche assicurato che “è possibile estendere il progetto ad altre realtà e noi siamo pronti a farlo”, impegnandosi per una seconda edizione dell’iniziativa, che comporterebbe uno stanziamento economico pari a circa centomila euro. Per la prima edizione ne sono stati investiti 119mila, grazie a un co-finanziamento dell’Acen.

La scelta di mirare direttamente sull’attività di restauro è stata spiegata dal presidente dell’Acen, Rudy Girardi: “Lo consideriamo fondamentale per il futuro del settore – ha affermato – Del resto non abbiamo più territorio da edificare e dobbiamo recuperare quello che c’è. Così facendo, offriamo a questi ragazzi la possibilità di reinserirsi in un mercato futuro. La loro risposta è stata positiva e abbiamo proposto un’idea simile anche al direttore del penitenziario di Poggioreale”. Per l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, “è fondamentale per la vita di questi ragazzi sapere che, dopo aver commesso qualche sbaglio, non sono condannati per sempre, ma al contrario che si può aprire per loro domani una finestra per il reinserimento nella società. Questo progetto può essere per loro una rinascita, in quanto fa emergere in questi giovani delle potenzialità inespresse, a beneficio non solo del singolo ragazzo ma dell’intera società, che in questo modo recupera una persona che domani potrà dare il suo contributo per la crescita della comunità”.

Inserito in mezzo a una vegetazione rigogliosa, la casa di rieducazione per minori di Nisida fa parte di un progetto europeo che studia e cerca di trovare soluzioni alle forme di devianza minorile. Sull’isola, infatti, è presente il Centro europeo di studi (CEuS) e l’Osservatorio sulla devianza minorile. Oltre alla scuola dell’obbligo, per chi non l’ha completata, i giovani ospiti frequentano corsi di ceramica e arte presepiale, pittura e pasticceria. Nell’istituto, inoltre, opera anche un laboratorio teatrale, caro a Eduardo De Filippo, nel quale recentemente è stato organizzato anche un corso di formazione per pizzaioli.

Con questa iniziativa i ragazzi, quindi, sono impegnati lungo tutto l’arco della giornata: oltre allo studio e alle altre attività formative, alcuni curano gli animali e altri si dedicano all’orto biologico, i cui prodotti sono consumati nella mensa comune. Si guarda insomma al futuro, cercando di riscattarsi da un passato contraddistinto dallo spaccio, dalla rapina o dal tentato omicidio. Sono purtroppo questi, infatti, i reati più comuni per cui si finisce a Nisida, un luogo surreale in mezzo al mare, tra il golfo di Pozzuoli e il golfo di Napoli, che in passato ha ispirato i poeti e oggi è fonte di ispirazione per metodi concreti di recupero.

INPS: INCENTIVO ASSUNZIONI UNDER 30
dal 1° ottobre le domande online

Dalle ore 15.00 del 1° ottobre 2013 è stato reso accessibile sul sito istituzionale dell’Inps il modulo telematico con il quale si possono inviare le domande preliminari di ammissione al beneficio dell’incentivo sperimentale per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani fino a 29 anni d’età. E’ quanto è stato precisato nella circolare Inps n. 138 del 27 settembre 2013. Il modulo telematico per la domanda (76-2013) è stato reso disponibile all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sul sito internet www.inps.it. Vi si accede dal menu:  Servizi on line > Per tipologia di utente > Aziende, consulenti e professionisti > Servizi per le aziende e consulenti (autenticazione con codice fiscale e pin) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”. Con la pubblicazione della suddetta circolare si dà applicazione all’articolo 1 del decreto legge 76/2013, che prevede un incentivo economico pari a un terzo della retribuzione – e comunque nella misura mensile massima di 650 euro – per l’assunzione a tempo indeterminato di giovani under30, privi d’impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi ovvero privi di diploma di scuola media superiore o professionale. L’incentivo compete per 18 mesi, ma in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine, spetta per 12 mesi. L’incentivo può essere autorizzato fino all’esaurimento delle risorse specificamente stanziate. Nella circolare n. 131 del 17 settembre 2013, erano state già fornite tutte le necessarie precisazioni normative e le indicazioni operative per l’ammissione all’incentivo e per la sua fruizione.

Carlo Pareto

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