giovedì, 28 Maggio, 2020

Labour Party, dopo Corbyn arriva Starmer

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Keir Starmer è stato eletto nuovo leader del partito laburista inglese. La vittoria di Starmer, data per certa da tutti gli istituti di sondaggi, è stata ufficializzata questa mattina al termine di un processo di selezione durato tre mesi, in cui i militanti laburisti sono stati chiamati al voto per scegliere la nuova leadership del partito per i prossimi anni.
Ogni iscritto al partito e i membri di organizzazioni affiliate, ha espresso la propria preferenza, per mail o per posta, fra tre candidati: Rebecca Long-Bailey, Keir Starmer e Lisa Nandy.
Starmer ha ottenuto il 56,2% dei voti, con 275.780 preferenze; Rebecca Long-Bailey (la candidata sostenuta da Corbyn) ha ottenuto il 27,6%; Lisa Nandy ha raccolto il 16,2% dei consensi. Angela Rayner è stata eletta numero due del partito.
Keir Starmer, 57 anni, è un avvocato di successo nella difesa dei diritti umani, è stato il responsabile per la Brexit nel governo ombra guidato da Jeremy Corbyn.
Il nuovo leader del Labour Party è considerato un esponente della sinistra moderata, filo europeista, si è speso contro la Brexit proponendo sino alla fine un secondo referendum.
Per la prima volta nella storia è eletto alla guida dei laburisti un “baronetto”, titolo che Starmer ha ottenuto nel 2014 con la nomina a “Sir”.
Come si evince, si tratta di una scelta di rottura con il profilo politico del leader uscente e la sua piattaforma socialista “For the many, not the few”.
In un post sui social, Jeremy Corbyn nel dimettersi, ha ringraziato i militanti socialisti, ha assicurato pieno sostegno al nuovo leader per costruire una stagione di vittorie per la sinistra inglese, “per eleggere il prossimo governo laburista e trasformare il paese”.
Corbyn ha scritto: “E’ stato l’onore della mia vita guidare questo partito. I nostri membri sono la mia ispirazione e sono così orgoglioso che siamo diventati un partito di quasi 600 mila iscritti (il partito con il più alto numero di iscritti nella sinistra europea). Abbiamo ricordato come le persone che mantengono attiva la nostra società non sono i miliardari, ma gli addetti alle pulizie, gli infermieri, gli operatori sanitari e il personale del supermercato, così come le donne e i lavoratori migranti con basse retribuzioni. Possiamo costruire insieme una società basata sulla giustizia sociale, l’uguaglianza e la cura del nostro ambiente. La mia voce non si fermerà, sarò lì fuori a fare campagna per il socialismo, la pace e la giustizia e sono sicuro che lo faremo insieme”.
Dal canto suo, il nuovo leader Starmer ha fatto un appello all’unità del partito nella dura battaglia di opposizione al governo conservatore, dato in largo vantaggio dagli istituti demoscopici.
A questo proposito, il nuovo leader ha dichiarato: “E’ l’onore e il privilegio della mia vita essere eletto a capo del Partito Laburista. Condurrò questo grande partito in una nuova era, con fiducia e speranza, in modo che quando verrà il momento, potremmo servire di nuovo il nostro paese, al governo”.
Da domani, Keir Starmer dovrà unire un partito profondamente diviso tra i sostenitori di un socialismo tradizionale alla Corbyn e i fautori della terza via blairiana, anche se molti esponenti di quest’area politica si sono spostati nei Libdem, ottenendo scarsi risultati elettorali.
Nello stesso tempo, nell’epoca del coronavirus, dovrà contrastare efficacemente il Governo Johnson che, nonostante le continue marce indietro e i confusi provvedimenti sul contrasto alla pandemia, continua a veleggiare nel consenso dei “cittadini di sua Maestà”.

Paolo D’Aleo

 

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