mercoledì, 13 Novembre, 2019

Lacrime e cipolle

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Non è difficile imbattersi in una storia strappalacrime in Tv. E nemmeno sui giornali. Per non parlare poi dei settimanali. È la storia di copertina. Grazie a quella, si vende centinaia di migliaia di copie. Grazie a quella, magari si fanno ospitate in prime time. Nei giorni scorsi è stata la volta di un carcerato fatto riappacificare con la vita – e con la sua famiglia – dalla stucchevole e partecipe conduttrice. Alla fine anche a lei è spuntata una lacrima che sa tanto di cipolla affettata.

Ma ci pensate mai a quelli che, per mestiere, fanno incontrare padri e figli in lite per farli piangere davanti a milioni e milioni di persone? Alle varie alessie marcuzzi che vanno a rovistare tra i sentimenti dei parenti di secondo grado dei partecipanti per cercare un appiglio di dolore? Alle varie barbare d’urso che fanno invocare il perdono a moglie fuggiasche o mariti adulteri, mostrati come bestie nella gabbia di uno studio televisivo? Ai vari salvi sottili che aizzano questi disgraziati ad indirizzare frasi feroci nei confronti di parenti e congiunti, prima ancora che la giustizia abbia fatto il suo corso?

E quegli scherzi del cazzo che amici e conoscenti di un presunto vip mettono in scena al solo scopo di mettere al pubblico ludibrio l’attorucolo di provincia? Fanno solo un mediocre spettacolo della mediocre disperazione di tutti noi. E a volte riescono pure a commuoverci nonostante un necessario, provvido, cinismo che ci protegge da questo virus schifoso che è la compravendita dei sentimenti e del dolore.

Ma ci pensate mai che quello è un lavoro? E che li pagano? Ma non è più onesto, allora, rapinare banche, sfruttare puttane, svaligiare ville che almeno uno rischia del suo, rischia la galera e la pubblica esecrazione. Mica si nasconde dietro al dito del successo, del sentimentalismo peloso, per rubare al prossimo la dignità e di mostrarla in televisione con un bel sorriso, come se stesse vendendo un kit di pentole o una crema rassodante e invece vende persone? Ma ci pensate che questi moderni schiavisti invece credono di fare un lavoro innocuo, magari addirittura onesto?…

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