giovedì, 28 Maggio, 2020

Lagarde: “Rivedere e semplificare i termini del Patto di stabilità”

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La presidente della BCE, Christine Lagarde torna a parlare nel momento in cui i paesi europei stanno definendo i contorni del ‘recovery fund’ e in Italia si avvicina il momento della discussione parlamentare sull’adesione al cosiddetto MES per ottenere fondi da usare contro la pandemia. “Le proposte franco-tedesche sono ambiziose, mirate e benvenute. Aprono la strada a un’emissione di debito a lungo termine effettuata dalla Commissione europea e soprattutto permettono di dare rilevanti aiuti diretti agli stati più colpiti dalla crisi. Non può esserci un rafforzamento della solidarietà finanziaria senza un maggiore coordinamento delle decisioni a livello europeo” ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde in un’intervista concessa a Les Echos, Corriere della Sera, Handelsblatt and El Mundo. Ma questo chiama in causa direttamente il Patto di stabilità e crescita, che ha fatto il suo tempo e deve essere modernizzato. La presidente della Bce se ne dice consapevole: “Credo che i termini del Patto, oggi sospeso, debbano essere rivisti e semplificati prima che si pensi a reintrodurlo, quando saremo usciti da questa crisi”. “È importante che tutti i Paesi ripartano in buone condizioni, usando tutti gli strumenti disponibili”.

Sempre sul fronte europeo, sono intervenuti il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire in una dichiarazione congiunta con l’omologo tedesco Olaf Scholz. I due hanno ricordato come “per la prima volta Francia e Germania si trovano d’accordo per finanziare un debito comune”. “L’accordo tra Francia e Germania sul fondo di rilancio europeo da 500 miliardi di euro è una svolta storica. Questo fondo sosterrà i paesi più colpiti dalla crisi del Covid-19, evitando così differenze economiche tra gli Stati membri dell’UE” In precedenza però parlando in audizione all’Assemblea Nazionale lo stesso Le Maire aveva anticipato come “non bisogna nascondersi che sarà una partita difficile” ottenere “il sostegno di altri stati membri, in particolare di Austria, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi”.

Intanto dall’Ecofin è arrivato il via libera definitivo a Sure, lo strumento temporaneo per aiutare la cassa integrazione dei Paesi Ue durante la crisi. Fornirà agli Stati membri fino a 100 miliardi di euro di prestiti a condizioni favorevoli, sulla base di 25 miliardi di garanzie che gli Stati verseranno sulla base del loro contributo nel bilancio Ue. Sarà attivo fino al 31 dicembre 2022. Gli Stati possono chiedere il sostegno finanziario dell’Ue per contribuire al finanziamento dei regimi di riduzione dell’orario lavorativo e di misure analoghe, anche per i lavoratori autonomi, o di misure di carattere sanitario, in particolare sul posto di lavoro.

“Sure sarà una rete di sicurezza vitale per proteggere i posti di lavoro e i lavoratori, in quanto garantisce che gli Stati membri dispongano dei mezzi necessari per finanziare misure di lotta contro la disoccupazione e la perdita di reddito”, ha detto il presidente di turno dell’Ecofin Zdravko Maric, vice primo ministro e ministro delle Finanze della Croazia.

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