mercoledì, 30 Settembre, 2020

L’articolo 51 bis del decreto rilancio. Il pasticcio è servito

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Il rinvio della nomina dei revisore legale all’approvazione dei bilanci 2021, un pasticcio italiano.
L’articolo 2477 del codice civile, secondo comma, per le società a responsabilità limitata dispone quanto segue:
“La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 unità”.

Questa disposizione, nel tempo, ha subito vari interventi, essendo stata:
• modificata dall’art. 35, comma 2, lett. b), del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 aprile 2012, n. 35, e dall’art. 20, comma 8, D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 116;
• sostituita dall’art. 379, comma 1, D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, a decorrere dal 16 marzo 2019, ai sensi di quanto disposto dall’art. 389, comma 2, del medesimo D.Lgs. n. 14/2019 (per l’applicabilità di tale disposizione si veda l’art. 379, comma 3, del citato D.Lgs. n. 14/2019);
• nuovamente sostituita nel testo in vigore dall’art. 2-bis, comma 2, D.L. 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 giugno 2019, n. 55, a decorrere dal 18 giugno 2019.
Il quarto comma sempre dell’articolo 2477 cc sancisce, altresì, che:
“L’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al secondo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese”.

Anche questo comma ha subito, nel tempo, numerosi interventi:
• una prima modifica ad opera dell’art. 35, comma 2, lett. b), D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 aprile 2012, n. 35, e dall’art. 20, comma 8, D.L. 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla L. 11 agosto 2014, n. 116;
• una seconda modifica con l’art. 379, comma 2, D.Lgs. 12 gennaio 2019, n. 14, a decorrere dal 16 marzo 2019, ai sensi di quanto disposto dall’art. 389, comma 2, del medesimo D.Lgs. n. 14/2019, e dall’art. 2-bis, comma 3, D.L. 18 aprile 2019, n. 32, convertito, con modificazioni, dalla L. 14 giugno 2019, n. 55, a decorrere dal 18 giugno 2019.

 

Altrettanto tormentata è stata l’entrata in vigore dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore:
• la data fatidica era, in origine, il 16 dicembre 2019 e gli esercizi da esaminare per l’eventuale superamento dei parametri di cui all’articolo 2477 del codice civile erano il 2017 e il 2018;
• il decreto “Milleproroghe”, successivamente, ha rinviato l’obbligo della nomina all’approvazione del bilancio relativo all’anno 2019, e quindi al 2020, con la conseguenza che gli esercizi “sentinella” sono divenuti il 2018 e il 2019;
• sino ad arrivare ai giorni nostri, al disposto dell’articolo 51 bis del “Decreto ricrescita” che ha rinviato l’obbligo della nomina all’approvazione dei bilanci relativi all’esercizio 2021.
Allo stato, pertanto, l’obbligo di nomina del revisore legale è stato rinviato 2022 e gli esercizi che assumeranno rilevanza per il superamento dei parametri di cui all’articolo 2477 del codice civile saranno il 2020 e il 2021.

 

Ma cosa accadrà? Una sola certezza e tanti rischi.
La certezza è che i ritardatari sono stati premiati ed, infatti, le società a responsabilità limitata che non hanno già provveduto alla nomina del revisore legale, sebbene tenute sin dal 16 dicembre 2019 se non addirittura in precedenza, in ossequio al disposto dell’articolo 2477 del codice civile in vigore sino al 15 marzo 2019, oggi, sono legittimate a non adempiervi, essendo l’obbligo alla nomina rinviato di altri due anni (sempre che non intervengano ulteriori proroghe).
La situazione si complica invece per le nomine già avvenute.
Infatti, qualora il rinvio al 2022 dovesse riguardare anche quelle società che hanno diligentemente già nominato il revisore, le stesse potrebbero (il condizionale è d’obbligo), a prescindere dalle proprie dimensioni, procedere alla revoca dell’incarico conferito, ovvero, concordare con il professionista una risoluzione consensuale (più ardua è la possibilità delle dimissioni volontarie del professionista nominato in quanto non si intravedono le “circostanze idonee” previste dall’articolo 5 del DM n.ro 261/2012).
Il tutto in palese spregio della funzione di garanzia svolta dal revisore legale nelle società di medie dimensioni.

 

Allo stato l’interpretazione letterale della norma sembra essere però proprio questa e, se di qui a breve non interverranno tempestivi chiarimenti, si correrà il rischio di alimentare un enorme contenzioso. Ciò in quanto, come sta già accadendo in questi giorni, molte società a responsabilità limitata, anche di medie dimensioni che negli anni passati avevano nominato il revisore in quanto (ad esempio) per due esercizi consecutivi avevano superati i limiti di cui all’articolo 2435 bis del codice civile per la redazione del bilancio in forma abbreviata (articolo 2477 del codice civile in vigore fino al 15 marzo 2019), stanno risolvendo consensualmente il rapporto con il professionista incaricato della revisione legale.
In questo clima di incertezza è probabile che molti Conservatori dei Registri delle Imprese, in applicazione dell’ultimo comma dell’articolo 2477 del codice civile, chiederanno ai Tribunali di nominare d’ufficio un revisore legale in quelle società che hanno deciso di risolvere i rapporti con i revisori legali già nominati, generando un altrettanto prevedibile contenzioso avverso le nomine d’ufficio.
Il pasticcio è servito!

 

Luigi Maida

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