mercoledì, 21 Ottobre, 2020

L’asse delle alleanze a sinistra

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Era del tutto evidente che la presentazione delle liste per le elezioni amministrative riservasse sorprese. L’11 giugno si vota in 25 comuni capoluogo e in 160 comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti. Poi, una miriade – oltre 800 – di piccoli comuni.

1. Le liste civiche superano il 65% delle liste presentate. Una percentuale superiore all’ultimo turno amministrativo. Due conferme: lo spazio dei partiti si riduce; larga parte delle forze presenti in parlamento non è presente sul territorio.

2. Articolo 1/Mdp è presente in pochissimi municipi; le liste che si richiamano a Pisapia pressoché assenti.

3. I sondaggi tacciono ma liste socialiste sono state presentate nella metà dei capoluoghi (da Carrara a Frosinone, da Rieti a Catanzaro a Taranto…) e in un quinto dei comuni superiori ai 15.000 abitanti. Altrove, candidati socialisti in liste civiche. Solo in cinque comuni – tutti al nord – nostri candidati in liste del PD.
I candidati sindaci socialisti sono sette.

4. L’asse delle alleanze a sinistra si fonda sul rapporto PD/PSI cui di volta in volta si associano liste civiche e/o partiti della sinistra radicale. Più rara la presenza in coalizione di Alternativa Popolare.

Morale: un cosa sono i sondaggi virtuali, altro la presenza in carne e ossa. E i voti contati nelle urne.

Riccardo Nencini

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