martedì, 10 Dicembre, 2019

L’assegno per il nucleo familiare per gli iscritti alla Gestione Separata

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Osservatorio Inps sul precariato
PUBBLICATI I DATI DI SETTEMBRE 2019
Sono stati pubblicati i dati di settembre 2019 dell’Osservatorio sul precariato. Nei primi nove mesi del 2019, nel settore privato complessivamente le assunzioni sono state 5.527.316. In confronto allo stesso periodo dell’anno precedente, la crescita ha riguardato i contratti a tempo indeterminato, di apprendistato, stagionali e intermittenti. Sono invece in diminuzione i contratti a tempo determinato e quelli in somministrazione.
La dinamica dei flussi
Nel periodo gennaio-settembre si conferma, rispetto al 2018, l’incremento delle trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato, che passano da 359.704 a 537.413 (+49,4%). In crescita risultano anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo.
Le cessazioni sono state 4.949.820, in diminuzione in confronto all’analogo lasso di tempo del 2018: la contrazione ha riguardato le cessazioni di contratti in somministrazione e i rapporti a termine. In ascesa sono le cessazioni di rapporti con contratto intermittente, stagionale e in apprendistato; pressoché stabili le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.
Il lavoro occasionale
I lavoratori impiegati con Contratto di prestazione occasionale (Cpo) a settembre 2019 sono stati 19.384 (dato pressoché stabile rispetto al medesimo mese del 2018), con un importo lordo medio di 221 euro.
I lavoratori pagati con i titoli del Libretto famiglia (Lf) sono stati 8.359 (in lieve crescita rispetto a settembre 2018), con un importo mensile lordo medio di 174 euro.
Osservatorio Inps Cig: i dati di ottobre 2019
In concomitanza è stato pubblicato anche l’Osservatorio Cassa integrazione guadagni con i dati di ottobre 2019. Il numero di ore complessivamente autorizzate per trattamenti di integrazione salariale è stato pari a 25.845.527, in progresso del 35,3% in confronto allo stesso mese del 2018 (19.095.558).
Nel dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi di: Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo) sono state 12.340.389, in salita del 67,1% rispetto a ottobre 2018;
Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) sono state 13.490.566, in aumento del 16% in confronto a ottobre 2018;
Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd) sono state 14.572, in diminuzione del 81,5% rispetto a ottobre 2018.
A settembre 2019 sono state inoltre presentate 223.368 richieste di Naspi, 1.333 di Dis-Coll e sei di mobilità, per un totale di 224.707 domande, segnando un incremento dello 0,76% in confronto a settembre 2018.
In allegato all’Osservatorio sulla Cassa Integrazione Guadagni l’Inps ha pubblicato anche il Focus novembre 2019 con i dati di ottobre 2019.

Per gli iscritti alla Gestione Separata
L’ASSEGNO AL NUCLEO FAMILIARE
È una prestazione a sostegno del reddito dedicata alle famiglie dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata.
E’ rivolto in particolare ai lavoratori parasubordinati e autonomi iscritti alla Gestione Separata, di cui all’articolo 2, comma 26, legge 8 agosto 1995, n. 335, che non siano iscritti ad altre forme pensionistiche obbligatorie e non siano pensionati.
Come funziona
L’Assegno al nucleo familiare (Anf), di cui all’articolo 2 del decreto legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, nella legge 13 maggio 1988, n. 153, è erogato dall’Inps alle famiglie dei lavoratori suddetti, formate da più persone e con redditi compresi entro una certa soglia, che ne fanno richiesta. A partire dal 1° gennaio 1998 la prestazione è stata estesa anche agli iscritti alla Gestione Separata, di cui all’articolo 2, comma 26, legge 335/1995.
Durata e decorrenza del trattamento
L’assegno è corrisposto per tutto il periodo che, ai fini previdenziali, risulta coperto dalla specifica contribuzione, comprensiva dell’aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,72%.
Importo spettante
L’importo dell’assegno varia, come per i lavoratori dipendenti, in base al numero dei componenti, alla tipologia e al reddito complessivo percepito dal nucleo stesso, secondo quanto stabilito nelle tabelle reddituali pubblicate ogni anno (circolare Inps dell’11 maggio 2018, n. 68).
I periodi lavorati possono non coincidere con i periodi coperti da contribuzione. Infatti, l’accredito dei contributi in tale gestione dell’Inps avviene partendo dal mese di gennaio, o dal primo mese di iscrizione in caso di nuovi iscritti, dell’anno in cui sono stati pagati i compensi cui si riferiscono, indipendentemente da quando essi siano maturati.
Per aver diritto alla prestazione, è necessario che il reddito complessivo del nucleo familiare sia composto, per almeno il 70%, da reddito derivante da attività indicate all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995. In caso di nucleo familiare a composizione reddituale mista, si considera realizzato il requisito del 70% anche con la somma dei redditi da lavoro dipendente e dei redditi derivanti da attività di cui all’articolo 2, comma 26, legge 335/1995, sia che detti redditi siano conseguiti dai due coniugi/parte di unione civile o dal solo lavoratore richiedente.
Il reddito familiare considerato ai fini dell’erogazione dell’Anf è quello relativo all’anno solare precedente il 1° luglio di ciascun anno. Ad esempio, se la richiesta è stata inoltrata il 1° febbraio 2019, relativamente al periodo compreso dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018, i redditi da prendere in considerazione saranno: il reddito familiare del 2016 per le prestazioni relative al primo semestre 2018 (1° gennaio – 30 giugno 2018) e il reddito familiare 2017 per le prestazioni relative al secondo semestre 2018 (1° luglio – 31 dicembre 2018).
Domanda
La domanda deve essere presentata unicamente attraverso il servizio online dedicato, a decorrere dal 1° febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono stati corrisposti gli emolumenti. Nei casi di inclusione di componenti nel nucleo familiare (es. genitori separati, componenti maggiorenni inabili, ecc.) o ai fini dell’aumento dei limiti reddituali (es. componente minorenne inabile) è necessario allegare la prevista documentazione all’istanza telematica di prestazione Anf. Qualora la richiesta sia inoltrata per un periodo pregresso, gli arretrati spettanti sono corrisposti nel limite massimo di cinque anni (prescrizione quinquennale).

Ocse all’Italia
RIVEDERE QUOTA 100
In Italia “il surplus primario scenderà dall’1,3% del PIL nel 2018 e nel 2019 all’1,0% del PIL nel 2020 e nel 2021” e “nel complesso, le misure fiscali e la crescita più lenta faranno aumentare il rapporto debito pubblico nel 2019 al 136% del Pil prima che questo inizi a diminuire dal 2021”. Lo scrive l’Ocse nell’Economic Outlook, spiegando che “mettere il debito pubblico su un lento percorso discendente, sostenendo allo stesso tempo la crescita, soprattutto nelle aree in ritardo, richiederà l’attuazione di un piano di bilancio credibile a medio termine accanto a ambiziose riforme strutturali”. Fra queste – con un chiaro riferimento a Quota 100 – c’è l’invito ad “applicare revisioni della spesa per razionalizzarla, invertire i cambiamenti nelle regole di prepensionamento introdotti nel 2019” e preservare il legame tra età pensionabile e aspettativa di vita”: interventi che “libererebbero risorse per programmi più efficaci e investimenti pubblici e migliorare l’equità intergenerazionale”. L’Ocse invita poi a “ridurre in particolare i sussidi dannosi per l’ambiente e combattere l’evasione fiscale”, così da migliorare l’equità del sistema.
Secondo la stima dell’Ocse, l’economia italiana dovrebbe chiudere il 2019 con una crescita allo 0,2% mentre per il 2020 è prevista una ripresa a +0,4% e a +0,5% nel 2021. L’organizzazione segnala come “la debole domanda esterna e le persistenti incertezze relative alle politiche commerciali globali limiteranno la crescita delle esportazioni, pesando su investimenti, occupazione e reddito”. Invece per i consumi delle famiglie è prefigurata una “ascesa moderata, sostenuta da una stabilizzazione della fiducia dei consumatori e da tagli al cuneo fiscale per molti lavoratori dipendenti”. A sostenere gli investimenti, stima l’Ocse, la “riduzione dell’incertezza della politica interna, condizioni di finanziamento più facili e incentivi fiscali”.
Per l’Ocse, le politiche di bilancio potranno sostenere l’economia italiana “di fronte a una crescita esterna più debole”. Nell’Economic Outlook si accenna quindi alle “nuove misure di politica economica per il 2020 e il 2021” che l’esecutivo italiano sta elaborando e che prevedono “minori contributi sociali, il rinnovo degli incentivi fiscali legati al ‘Industria 4.0’ per incoraggiare gli investimenti privati ​​e maggiori investimenti pubblici soprattutto nelle regioni in ritardo di sviluppo”. Il governo – ricorda l’Ocse – “prevede di finanziare queste misure attraverso maggiori entrate, tra cui nuove tasse ambientali e sullo zucchero” ma anche con interventi sull’Iva, sul costo degli interessi e con riduzioni della spesa.

Carlo Pareto

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