lunedì, 10 Agosto, 2020

L’assenza della sinistra Italiana

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Sabato 20 giugno, in una Roma deserta, forse per i primi approcci post quarantena con i lidi della costa Laziale, spiccano molte bandiere tricolori. Le prime incontrate sono del neo “Partito Nazionale” in piazza Santissimi Apostoli, capitanato dal Mister OK Simone Carabella. Un centinaio di persone variegate, dal duro combattente dai vistosi tatuaggi nostalgici del “ventennio” di estrema destra, alla studentessa universitaria del quartiere di Villa Gordiani. Poche frasi che susseguono gli ospiti sul palco improvvisato eretto sopra un camion aperto, dove la parola d’ordine è e rimane sempre la stessa “prima gli italiani” fuori i “scuretti” che non vogliono adeguarsi alla nostra cultura e la solita nenia del più Polizia nelle strade. Il secondo incontro più numeroso è stato nella piazza dedicata alla bocca della verità, la manifestazione nazionale di Casapound Italia. Circa 3000 persone tra cui numerose famiglie con bambini al seguito. Dopo una serie di interventi dalla balaustra soprastante la piazza (Mussoliniana memoria), che spiegavano come curare l’Italia dalla crisi in atto, attraverso la sospensione di tutte le tasse e gli orpelli amministrativi e l’instancabile ritornello del “prima gli Italiani, la manifestazione si muove verso la sede occupata di Via Napoleone III, dove allestito un palco e sigillata la strada anche alla linee del Tram, si da al via ad una vendita di materiale politico auto prodotto, alla stesura di striscioni a sostegno dell’occupazione (sotto sgombero amministrativo), tanta birra, tanta musica e tantissimi proclami duri e puri verso tutti i sistemi europeisti e locali.

Il primo pensiero che viene in mente è la storica assenza della sinistra Italiana, dai partiti all’antagonismo dal basso, che ha lasciato il passo a realtà reazionarie e di estrema destra che fanno breccia alle pance italiche, assetate di una guida che sappia dagli speranza per un futuro incerto, accusando il nemico facile da individuare (immigrato), ritrovando una identità collettiva di appartenenza ad un qualcosa che ha sete di cambiamento immediato e radicale. L’odore delle salsicce alla brace e della birra per un attimo mi hanno rimandato indietro di 30 anni, il caldo la politica, la festa dell’Unità. Le responsabilità della perdita di contatto con il popolo e con la classe operaia sono tutte da attribuire alla sinistra parlamentare oramai scomparsa nei salotti delle eterne discussioni dei massimi sistemi, e dalla scomparsa dai territori per trovare miglior offerta nella Libreria o nel Pub tanto fico fico.

 

Claudio Sisto

Coordinatore Psi Roma VI Municipio

 

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1 commento

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    Paolo Bolognesi on

    Trovo abbastanza singolare che un esponente socialista, per di più con incarichi direttivi, ricordi e menzioni la “festa dell’Unità”, anziché le coeve feste Avanti, ma una tale “singolarità” avrà sicuramente le sue motivazioni e spiegazioni.

    Circa le manifestazioni “destrorse”, dal momento che qui si parla di bandiere, salcicce, birra e musica, nonché di famiglie, darebbero l’idea di qualcosa di molto pacifico, fatto all’insegna della libera espressione del proprio pensiero.

    E’ altrettanto legittimo che non possa piacere la loro parola d’ordine “prima gli italiani”, ma non possiamo tacitarli mettendo loro il “bavaglio” o il silenziatore, anche se c’è chi tenderebbe a voler inasprire le pene per i “reati d’opinione”.

    Mi auguro che i socialisti del PSI difendano, da garantisti, la libertà di opinione, nè vogliano rincorrere una sinistra che, assorbita dal “gridare” al pericolo sovranista, populista, ecc,, ha finito per trascurare il perché del sorgere di tali “fenomeni”.

    Paolo B. 23.06.2020

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