sabato, 5 Dicembre, 2020

Lavoro, da luglio busta paga più ricca

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Reddito di cittadinanza
ECCO QUANTI HANNO UN LAVORO
Sono 39.760 le persone che hanno avuto un contratto di lavoro dopo aver ottenuto il reddito di cittadinanza, con un balzo in avanti di circa 11mila rispetto al 10 dicembre 2019 (+38,2%). I centri per l’impiego hanno convocato 529.290 beneficiari su un totale di 908.198 che potrebbero stipulare un Patto per il lavoro. E’ quanto è emerso dai dati recentemente diffusi dall’Anpal.
I “presenti” alla prima convocazione sono stati 396.297 e sono stati sottoscritti 262.738 Patti di Servizio. Per quel che attiene il contributo dei Navigator: hanno supportato gli operatori dei Cpi nella convocazione e accoglienza di 372.855 beneficiari del RdC, di cui 125.641 nel mese di dicembre 2019; hanno assistito gli operatori dei Cpi nella “presa in carico” di 151.697 beneficiari del RdC, di cui 59.867 a dicembre.
I dati diffusi dall’Anpal “dimostrano che la fase 2 del redito di cittadinanza è più che partita. È un ottimo punto di avvio per gli ulteriori passi necessari per portare a regime gli interventi finalizzati ad accompagnare i beneficiari al lavoro, come ad esempio l’Assegno di ricollocazione, il completamento dei sistemi digitali per un migliore scambio di dati e informazioni con i sistemi regionali e per facilitare il contatto continuo con il mercato del lavoro” ha dichiarato il presidente dell’Anpal, Mimmo Parisi. “In queste stesse ore abbiamo siglato – ha aggiunto – anche un’importante intesa con le parti sociali per la stabilizzazione dei precari storici di Anpal Servizi. È un chiaro impegno a valorizzare ancor di più le politiche attive del lavoro e il rilancio dei servizi per l’impiego”.

Milleproroghe
MEDICI AL LAVORO FINO A 70 ANNI
I camici bianchi potranno continuare a svolgere la propria attività professionale nel Servizio sanitario nazionale anche superati i 40 anni di attività, su base volontaria, fino ai 70 anni di età.
Lo prevede un emendamento del governo al decreto Milleproroghe, recentemente approvato dalle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera. Durante l’esame del Milleproroghe era già stata bocciata un’altra misura simile, che ipotizzava la permanenza al lavoro, sempre su base volontaria, dei medici ospedalieri fino ai 70 anni d’età, per cercare di fare fronte alla carenza di specialisti.
Una misura che era già stata adottata in alcune Regioni per colmare parzialmente la mancanza di personale, e che viene ora estesa all’intero Servizio sanitario fino al 2022.
“Quello che era l’obiettivo di una nostra grande battaglia diventa realtà per tutto il sistema sanitario nazionale. In un momento storico come questo in cui gli organici nazionali dei medici sono carenti di 56.000 professionisti, 1.300 dei quali solo nelle strutture venete, è fondamentale che un medico possa lavorare fino a settant’anni; naturalmente se ne ha voglia e se lo sente per forma fisica” ha commentato il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia.

 

Tavolo tecnico pensioni
ENTRO FINE ESTATE SI CONCLUDERANNO I LAVORI
“Il lavoro della commissione nominata dal ministro Catalfo sulla riforma previdenziale dovrebbe terminare per la fine dell’estate, in tempo per essere recepito nella legge di Bilancio 2021”. Lo ha recentemente detto ad Adnkronos/Labitalia Gianni Geroldi, economista, che partecipa in qualità di esperto al Tavolo tecnico di studio sulla ‘Riforma del sistema pensionistico’, istituito dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, con il compito di delineare le linee guida della riforma previdenziale
“Finora – ha riferito Geroldi, nominato a fine gennaio dal ministro insieme ad altri tre esperti, Stefano Giubboni, Roberto Riverso e Massimiliano Tancioni – non abbiamo affrontato il tema delle risorse finanziarie, su cui ragioneremo in seguito. Quello che si dovrà fare, dopo aver ascoltato e raccolto tutte le ipotesi messe in campo dalle parti al Tavolo, è di vagliare la sostenibilità, fare i calcoli, verificare le risorse e poi elaborare una proposta che, io personalmente auguro, possa tenere in piedi un sistema che regga per un tempo ragionevole”.
I temi su cui si ragiona per trovare questa proposta, ha spiegato Geroldi, “sono quelli della flessibilità in uscita, delle pensioni dei giovani e della cosiddetta ‘pensione di garanzia’ a salvataggio del futuro assegno pensionistico dei giovani lavoratori, delle donne”.
La preoccupazione degli esperti, ha ribadito Geroldi, già professore universitario e componente del comitato tecnico scientifico di Itinerari Previdenziali, “è quella di dare una serie di regole certe e durature, perché uno dei fondamenti della protezione sociale è quello di dare sicurezza e sicurezza vuol dire stabilità”.
“Il tavolo è istituito per l’intero 2020 – ha ricordato Geroldi- e siccome le proposte sostenute devono poi tradursi in norma, entro la fine dell’estate diciamo entro settembre, le ipotesi che verranno elaborate devono essere verificate su quanto possano essere compatibili e finanziabili”.
Comunque, ha sottolineato il professore, “due sono i punti sostanziali da garantire: tenere in piedi un margine di flessibilità in uscita e garantire ai giovani di adesso una pensione”.

Lavoro
DA LUGLIO BUSTA PAGA PIU’ RICCA
Busta paga, da luglio si cambia. “Alcuni lavoratori troveranno un centinaio di euro in più” ha detto all’Adnkronos la commercialista Rossella Moroni in riferimento agli effetti del taglio del cuneo fiscale. “La cifra dipende, ovviamente, dal proprio reddito. In pratica andrà a sostituire il bonus Renzi di cui amplia, però, la platea. Nel testo del decreto attuativo il 3/2020 del Mef e del Ministero del Lavoro, pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale, troviamo gli importi esatti e i limiti di reddito. “In generale si può affermare che riguarda le buste paga dei lavoratori entro i 40mila euro. Per chi ha un reddito da 8mila e un euro (prima c’è la no tax area, ndr.) fino a 28mila euro l’importo sarà di 100 euro”. Si cambia da luglio, quindi, fino al 31 dicembre 2020 il bonus complessivo per i redditi fino a 28mila euro sarà di 600 euro, mentre a partire dal 2021 il bonus passerà a 1.200 euro per ogni anno.
“Per i lavoratori fino a 24.600 euro di reddito, invece, si parla di un aumento di 20 euro in busta paga perché già ne prendevano 80 per il bonus Renzi. Da 24.601 a 26.600 il bonus Renzi era più basso e, quindi, per loro l’incremento sarà un pò più elevato perché percepivano meno di 80 euro”. La vera differenza sarà per chi guadagna tra i “26mila e seicento euro a 28mila euro che erano esclusi dal bonus Renzi” e “con la nuova normativa avranno i 100 euro pieni”. “Tra i 28mila e un euro e 35mila l’importo del bonus annuale sarà di 960 euro, mentre per quelli da 35mila e un euro fino a 40mila euro ci sarà un nuovo meccanismo a scalare con importo decrescente del bonus all’accrescere del reddito”. In pratica hanno allargato il numero dei soggetti beneficiari che ne hanno diritto.
Ultima novità. Dai 28mila a 40mila euro il bonus non sarà riconosciuto come credito Irpef in busta paga ma nella forma di detrazione fiscale.
Tra le riforme ancora in discussione c’è “l’idea di rinforzare la busta paga”, “accorpando un pò’ le aliquote Irpef e gli scaglioni”. “Si cercherà di aiutare le fasce di reddito più deboli. A oggi l’aliquota è del 23% fino a 15mila euro e del 27% fino a 28mila euro – ha concluso la professionista -, mentre in prospettiva dovrebbe diventare più bassa al 20% fino a 28mila euro. La no tax area che a oggi è fino a 8mila euro, potrebbe salire invece a 10mila euro”.

Sportelli Inps
ACCESSO SOLO SU PRENOTAZIONE
L’accesso agli sportelli di sede Inps, per la semplice richiesta di informazioni, sarà possibile solo tramite prenotazione. Il servizio di prenotazione esclusiva, avviato in via sperimentale in alcune sedi, sarà infatti a breve esteso, seppure in maniera graduale, in tutta Italia.
Sarà sempre possibile rivolgersi agli sportelli, senza prenotazione, per alcuni servizi a rilascio immediato come: estratto conto; codice Pin; certificazione unica; prospetto della pensione; stampa di documenti vari.
L’Istituto, con la circolare Inps del 29 gennaio 2020, n. 8, ha definito il piano di estensione del servizio di prenotazione esclusiva a tutte le strutture del territorio.
Sportelli INPS: come prenotare l’accesso
È possibile prenotare l’accesso per la giornata corrente o per i giorni successivi, scegliendo anche l’orario di accesso, evitando così la fila, con diverse modalità:
da smartphone o tablet, attraverso il servizio “Sportelli di sede” sull’app Inps Mobile;
se in possesso di PIN, tramite il servizio “Sportelli di sede” sul portale dell’Ente;
chiamando il contact center al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
direttamente presso le sedi dell’Istituto.
Per ogni opportunità, l’Inps ha reso disponibile, sul proprio sito web un video tutorial che spiega, passo dopo passo, come utilizzare il servizio di prenotazione.

Carlo Pareto

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