martedì, 29 Settembre, 2020

Assenze per le elezioni, congedi per i lavoratori. Inps, nuove modalità di rateizzazione per contributi sospesi

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I congedi previsti per i lavoratori impegnati nella prossima consultazione elettorale
LE ASSENZE PER ELEZIONI

È un vero e proprio esercito, abbastanza numeroso, di presidenti, di scrutatori e di rappresentanti di lista dei partiti quello che sarà formalmente impegnato nei seggi elettorali per le elezioni reginali ed il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari che si svolgeranno il 20 e il 21 aprile 2020. Tra questi ci saranno anche tanti lavoratori dipendenti, che, volentieri o meno, dovranno lasciare aziende e uffici per provvedere all’espletamento di tutte le operazioni legate a questo delicatissimo e irrinunciabile compito. L’occasione è quanto mai opportuna per ricapitolare che cosa deve fare chi, ritornato alla consueta attività, al termine dello scrutinio, si appresta alla solita querelle con il reparto personale della propria ditta per stabilire i propri diritti nel caso di mancata presenza al lavoro motivata dall’importante incarico svolto presso l’urna di assegnazione. Circa il titolo ad assentarsi dal lavoro e il trattamento spettante in tema di riposi compensativi, è fuor di dubbio che i giorni dedicati ai previsti adempimenti di cui si tratta, siano considerati a tutti gli effetti periodi di attività lavorativa secondo quanto dispone l’articolo 119 del Testo Unico n. 361/57, modificato dalla legge n. 53/90. Ciò comporta il conseguente obbligo per il datore di lavoro, non solo di permettere l’assenza, ma di retribuirla secondo le regole dell’Inps. Per di più, la stessa legge n. 53 del 1990 ha precisato che il diritto ai riposi compensativi e alle assenze retribuite compete anche ai rappresentanti di lista. Poiché le funzioni di presidente e scrutatore dei seggi sono del tutto equiparate all’espletamento dell’attività lavorativa, non è consentito alle aziende di richiedere prestazioni professionali nei giorni coincidenti con le operazioni elettorali, pure se l’eventuale turno di lavoro fosse collocato in orario diverso da quello di presenza disposto per la nomina ricevuta. Per quanto attiene i riposi compensativi la Corte Costituzionale ha riaffermato il principio secondo cui il lavoratore ha titolo al recupero delle giornate festive (la domenica) o non lavorative (il sabato, nel caso di settimana corta) destinate alle operazioni elettorali, nel periodo immediatamente successivo ad esse. In altre parole, i soggetti interessati hanno diritto a restare a casa, ovviamente pagati, nei due giorni successivi all’effettuazione del mandato ricevuto (se il sabato è lavorativo), o nel giorno successivo (se non viene osservata la settimana corta) in forza della parificazione legislativa tra attività al seggio elettorale e prestazione professionale, rispetto alla quale la garanzia del congedo è precetto costituzionale.
Ove gli adempimenti connessi all’ufficio ricoperto per designazione abbiano termine di lunedì, come è stato prefigurato per queste attuali consultazioni elettorali e referendarie, le giornate di diritto al riposo dovrebbero essere il martedì (ed eventualmente il mercoledì, se il sabato non è lavorativo). Per avere titolo ai riposi o, in sostituzione, alla retribuzione e ai benefici di cui si è accennato, il lavoratore dovrà produrre all’azienda l’attestazione del presidente del seggio elettorale, regolarmente timbrata con il bollo della sezione e dalla quale risulti la data e l’ora di inizio e di conclusione delle funzioni.
Sulla materia in questione, anche la Fondazione Studi dei consulenti del lavoro ha recentemente approntato un utile vademecum per gestire al meglio le assenze dei lavoratori impegnati nella ‘macchina’ elettorale: presidenti di seggio, segretari e scrutatori, nonché rappresentanti di lista o gruppo e rappresentanti dei partiti o gruppi politici (o promotori dei referendum).
Per la cronaca ricordiamo infine che in totale sono questa volta sette le Regioni chiamate al voto in questo scorcio di 2020: dopo Emilia Romagna e Calabria, per le quali si è già votato il 26 gennaio scorso, seguiranno adesso Veneto, Campania, Toscana, Liguria, Marche, Puglia e Valle d’Aosta.
Si tratterà di una sorta di election day, visto che le regionali stando al decreto Elezioni voluto dal governo saranno accorpate al primo turno delle amministrative e al referendum sul taglio dei parlamentari..

Covid-19, contributi sospesi
INPS: NUOVE MODALITA’ DI RATEIZZAZIONE

Con il messaggio del 20 luglio 2020, n. 2871 l’Inps ha già illustrato le modalità per effettuare i versamenti previdenziali e assistenziali sospesi con disposizioni governative a seguito dell’emergenza Covid-19.
Il decreto Agosto (decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104) ha introdotto, in alternativa alle precedenti disposizioni, un’ulteriore rateizzazione dei versamenti sospesi prevedendo una diversa modulazione dell’adempimento rateale, così ripartito:
per un importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione, corresponsione in un’unica soluzione o mediante rateizzazione, fino a un massimo di quattro rate mensili dello stesso importo, con il pagamento della prima rata entro il 16 settembre 2020;
il restante importo, pari al rimanente 50% delle somme dovute, può essere versato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con il pagamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.
Con il messaggio del 9 setttembre scorso, n. 3274 l’Inps fornisce le indicazioni cui i contribuenti devono attenersi per adempiere al versamento dell’importo pari al 50% delle somme oggetto di sospensione. Un successivo messaggio fornirà le istruzioni per il pagamento del restante importo, pari al residuo 50% delle somme dovute.

Contratti di solidarietà
SGRAVI CONTRIBUTIVI PER I DATORI DI LAVORO

La circolare Inps del 9 settembre 2020, n. 100 fornisce istruzioni operative per la fruizione delle riduzioni contributive connesse ai contratti di solidarietà in favore delle aziende ammesse allo sgravio dei contributi previsto dal D.L. n. 510/1996, come convertito dalla legge n. 608/1996, a valere sullo stanziamento relativo all’anno 2019.
A tal fine, destinatarie della riduzione contributiva sono le imprese che al 30 novembre 2019 abbiano stipulato un contratto di solidarietà ai sensi del D.L. n. 726/1984, convertito dalla legge n. 863/1984, o del D.lgs n. 148/2015, nonché le imprese che abbiano avuto un contratto di solidarietà in corso nel secondo semestre dell’anno precedente.
Lo sgravio è riconosciuto per la durata del contratto di solidarietà e, comunque, per un periodo non superiore a ventiquattro mesi nel quinquennio mobile, sulla contribuzione a carico del datore di lavoro, dovuta sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori interessati alla contrazione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.
La misura della riduzione contributiva è pari al 35 per cento della contribuzione a carico del datore di lavoro.
Nella circolare sono quindi specificati iter istruttorio, calcolo della riduzione contributiva, modalità di compilazione del flusso Uniemens da parte delle aziende che operano con tale sistema e relative istruzioni contabili.
Integrazioni salariali Covid-19
I DATI INPS AL 10 SETTEMBRE

Sul Sito web dell’Inps, nella apposita tabella predisposta è possibile consultare i dati, aggiornati al 10 settembre 2020, sulle integrazioni salariali Covid-19 erogate direttamente dall’Istituto di previdenza.
Il numero di integrazioni salariali erogate è di 11.060.900, su un totale di 11.459.453. Le integrazioni salariali ancora da corrispondere sono 398.553.
Sulla base di domande regolarmente presentate, sono in attesa di essere pagati 30.324 lavoratori, prevalentemente riferite a istanze pervenute dal 1° giugno in poi. Quelli pagati sono 3.384.431, su un totale di 3.414.755 beneficiari.

Carlo Pareto

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